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Prima Ora | notizie del 9 luglio

I precari sul sostegno hanno bisogno di attenzione da parte del Ministro

Egregio Signor Ministro,

Le scrivo come docente precaria, madre e lavoratrice. Non Le scrivo per chiedere scorciatoie o privilegi, ma per chiedere che vengano riconosciuti il lavoro svolto, l’esperienza maturata e il diritto di tutti gli studenti ad avere insegnanti specializzati.
Negli ultimi anni migliaia di docenti hanno garantito il sostegno agli alunni con disabilità pur senza essere specializzati, spesso coprendo posti vacanti che altrimenti sarebbero rimasti scoperti. Lo abbiamo fatto con senso di responsabilità, investendo tempo, energie e formazione personale, affrontando ogni anno l’incertezza del precariato.

I percorsi INDIRE hanno rappresentato un’importante opportunità, dimostrando che è possibile valorizzare l’esperienza professionale attraverso un percorso formativo qualificato. Per questo chiediamo che tali percorsi non rimangano un’iniziativa straordinaria, ma diventino una misura strutturale, accessibile ogni anno.
Molti docenti precari, soprattutto coloro che hanno figli, stipendi discontinui e responsabilità familiari, non possono sostenere i costi del TFA universitario, che tra tasse, trasferimenti, materiali didattici, eventuali pernottamenti e giornate di lavoro perse può arrivare a costare diverse migliaia di euro. Una scuola realmente inclusiva non dovrebbe permettere che la possibilità di specializzarsi dipenda esclusivamente dalle proprie disponibilità economiche.
L’Italia ha bisogno di più docenti specializzati sul sostegno. Rendere stabile un percorso come quello INDIRE significherebbe aumentare il numero degli insegnanti qualificati, ridurre il ricorso ai supplenti senza specializzazione e garantire quella continuità didattica che le famiglie degli alunni con disabilità chiedono da anni.

Desideriamo inoltre richiamare la Sua attenzione sul concorso PNRR3.
Molti candidati hanno superato tutte le prove concorsuali, dimostrando di possedere le competenze richieste, ma non sono rientrati nel contingente dei posti disponibili. Oggi queste persone non dispongono nemmeno di una graduatoria pubblica che permetta di conoscere la propria posizione. Questa mancanza di trasparenza genera incertezza e sfiducia.
Chiediamo che venga pubblicata una graduatoria completa degli idonei e che, come avvenuto in precedenti procedure concorsuali, gli idonei non vincitori possano essere progressivamente assorbiti in presenza di posti disponibili, rinunce o future autorizzazioni alle assunzioni. Chi supera un concorso pubblico ha dimostrato il proprio merito e rappresenta una risorsa preziosa per il sistema scolastico.

Le nostre richieste sono semplici:

* rendere strutturali i percorsi INDIRE per la specializzazione sul sostegno, valorizzando l’esperienza di servizio;
* garantire percorsi economicamente sostenibili, affinché nessun docente sia escluso per ragioni economiche;
* aumentare il numero dei docenti specializzati, nell’interesse degli alunni con disabilità e delle loro famiglie;
* assicurare piena trasparenza nelle procedure concorsuali attraverso la pubblicazione delle graduatorie degli idonei;
* valorizzare gli idonei del concorso PNRR3 prevedendone il progressivo assorbimento, nel rispetto del principio del merito.

La scuola italiana ha bisogno di investire sulle persone che ogni giorno la tengono in piedi con competenza, sacrificio e passione. Chiediamo soltanto che il merito venga riconosciuto, che l’esperienza venga valorizzata e che le regole siano chiare e trasparenti.
Con rispetto e fiducia, auspichiamo che queste richieste possano trovare ascolto e tradursi in scelte concrete per il bene della scuola pubblica e degli studenti.

Chiara De Vincentiis

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