Il presidente dell’Associazione nazionale presidi, Antonello Giannelli, dice con chiarezza che il documento del Comitato tecnico scientifico relativo al rientro a scuola «non offre soluzioni, compie riflessioni anche utili», ma ne rimanda l’attuazione «ai dirigenti scolastici: dobbiamo valutare bene lo studio del Cts ma non vorrei che fare il preside diventasse una sorta di mission impossible».
E aggiunge: «Si chiede di fa quadrare un cerchio che nessuno riesce a far quadrare, ma non danno soluzioni. Le realtà in Italia sono molto diversificate. Mentre nelle grandi città è forte l’affollamento nelle scuole, nei piccoli centri le scuole sono spesso vuote, in cui si poteva tornare anche ora in classe».
La media degli studenti nelle classi italiane è di 20 alunni. In alcune realtà, come nelle grandi città, i dirigenti scolastici avrebbero bisogno di poter disporre di molte aule, di superfici, di altri docenti per poter costituire un numero maggiore di classi «ma se organici e le classi sono quelle che sono, gli edifici sono vecchi, molto poco flessibili e a volte non a norma, come fa un dirigente scolastico? All’estero è diverso, ci sono molti spazi. La realtà è che in Italia da decenni non si investe nell’edilizia scolastica, non si costruiscono nuove scuole e non si riesce in tempo reale ad adeguare le scuole ai flussi di studenti».