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I sindacati a piedi uniti contro il Ministro: gli stipendi non si toccano!

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I sindacati in blocco rispediscono al mittente, il ministro Giannini, gli inviti ad abbandonare la linea della difesa ad oltranza degli aumenti stipendiali a ‘pioggia’.

“Se si fa una contrattazione e se anche le forze sindacali spingono sempre e soltanto per salvaguardare il minimo garantito a tutti e non per valorizzare chi lavora meglio – aveva detto in mattinata il ministro ai microfoni di Radio 1 – quel poco che c’è non solo non serve a migliorare la qualità complessiva ma nemmeno a valorizzare le singole persone”. “Non è solo una questione di meno soldi – ha aggiunto – ma anche di soldi spesi male. Gli insegnanti italiani, a differenza dei colleghi europei, non hanno alcuna prospettiva di carriera, non solo nel senso di una progressione, di un avanzamento, ma nel senso di una differenziazione di funzioni (dal coordinamento alla direzione di progetti) che vengano riconosciute, valutate e premiate”.

Le dichiarazioni di Giannini hanno determinato, nel corso della giornata, una serie di reazioni indignate da parte dei rappresentanti dei lavoratori.

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“Siamo pronti a discutere di valorizzazione professionale dei docenti ma nell’ambito dei rinnovi contrattuali, se invece la Ministra Giannini vuole premiare pochi e penalizzare tutti gli altri troverà la nostra ferma opposizione” replica il segretario generale della Flc-Cgil, Domenico Pantaleo, invitando il Governo a a rinnovare il contratto dei lavoratori pubblici.

“Basta con le polemiche assurde, si rinnovi il contratto” ha commentato il segretario generale della Cisl Scuola, Francesco Scrima, giudicando le parole del ministro “irrispettose non tanto per i sindacati quanto per i lavoratori della scuola, delle cui retribuzioni la ministra è evidentemente all’oscuro”. “E’ persino paradossale, a dire il vero – ha concluso il leader della Cisl Scuola – che si polemizzi sui contenuti di una contrattazione di cui al momento non si vede nemmeno l’ombra”.

Il segretario della Uil Scuola, Massimo Di Menna, il ministro Giannini “evoca una sorta di miracolo di San Gennaro”. E spiega perché: “Mentre i Governi Berlusconi, Monti, Letta hanno bloccato i contratti, fermato le retribuzioni e, nel solo 2013, è stato disposto un prelievo di 300 milioni dalle retribuzioni senza destinarli alla valorizzazione professionale, è colpa dei sindacati se non c’è il miracolo”. Invita quindi il ministro a “gettare il cuore oltre l’ostacolo”, a fare una proposta concreta di valorizzazione e di possibilità di carriera e – assicura – “ci troverà disponibili per un rapido negoziato e anche con la firma pronta”.

Esterrefatta la Gilda. “Le esternazioni della Giannini dimostrano che il ministro non conosce affatto la drammatica situazione in cui si trovano gli insegnanti italiani a causa di una politica miope basata su tagli continui e indiscriminati” dichiara il coordinatore nazionale, Rino Di Meglio, aggiungendo di non capire “questi attacchi apodittici al sindacato che il ministro non si è degnato neanche di salutare dopo il suo insediamento a viale Trastevere”.

“Gli insegnanti guadagnano meno degli operai, il Ministro dovrebbe saperlo” ricorda Marcello Pacifico, presidente dell’Anief. Che a Giannini non le manda a dire: “le istituzioni e la politica devono garantire uno stipendio dignitoso. Trovando le risorse adeguate: il prossimo rinnovo contrattuale del comparto Scuola diventa quindi il banco di prova per capire se questo Esecutivo è in grado di fornire tale prerogativa. Se il Ministro non lo comprende o non è d’accordo, allora faccia pure un passo indietro”.

Il nodo della questione, insomma, è sempre lo stesso: il rinnovo del contratto. E dalle premesse non sarà facile arrivare ad una mediazione. Soprattutto se i fondi a disposizione saranno esigui.

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