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I sindacati della Sicilia preoccupati per il ritorno in presenza

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In una nota congiunta i segretari regionali della Flc Cgil, Adriano Rizza, Cisl Scuola, Francesca Bellia, Uil Scuola, Claudio Parasporo, Snals-Confsal, Michele Romeo e Fgu Gilda Unams, Loredana Lo Re, a margine della task force regionale che si è tenuta ieri, esprimono “forti preoccupazioni sulla possibilità di ritornare alla didattica in presenza oltre il 50% nelle scuole superiori per le aree in zona arancione”.

Perché la Sicilia appunto rimane in zona arancione, per cui questa preoccupazione rimane una esigenza “condivisa anche dai rappresentanti degli studenti e da altri componenti del tavolo tecnico”. 

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E i sindacati siciliani aggiungono: “Ritornare all’attività didattica in presenza anche nella secondaria di secondo grado è un’esigenza fortemente avvertita in primo luogo dagli studenti, ma permangono ad oggi notevoli criticità legate al sistema dei trasporti. Nonostante le rassicurazioni fornite dalle istituzioni preposte, riteniamo che difficilmente queste riescano a risolvere in pochi giorni un problema che non si è riusciti a risolvere per mesi”.

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“Consideriamo importante la riapertura dei tavoli prefettizi alla presenza degli studenti e dei dirigenti, nonché delle parti sociali, per monitorare e nello stesso poter intervenire tempestivamente sulle difficoltà che le scuole man mano evidenzieranno”.

“Abbiamo sollecitato interventi assolutamente necessari – spiegano – dal tracciamento alla fornitura di dispositivi adeguati. Interventi che devono riguardare sia le classi che tornano in presenza, sia quelle dei gradi di scuola per i quali le attività in presenza sono state normalmente erogate per tutto l’anno scolastico. E ancora è indispensabile aggiornare i protocolli di sicurezza, che sono fermi all’estate del 2020, e dotare le scuole di mezzi di purificazione dell’aria”.

“Intanto – concludono le organizzazioni sindacali della Sicilia – la circolare dell’assessore Lagalla fa proprie le nostre preoccupazioni ed accoglie le nostre richieste derogando la norma nazionale e facendo slittare di fatto di una settimana l’ingresso a scuola nelle percentuali previste dal Dl 52. In questo modo si dà la possibilità ai dirigenti scolastici di richiedere, previa autorizzazione, un ulteriore deroga laddove si rappresentassero criticità tali da non consentire l’ingresso a scuola dei ragazzi nelle percentuali previste dalla norma”.

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