Sul documento che un comitato dei docenti idonei del concorsi PNRR sta diffondendo interviene Mario Pittoni, responsabile del Dipartimento Istruzione e già presidente della commissione Cultura al Senato.
Pittoni contesta punto per punto la versione dei docenti idonei che hanno scritto alla nostra testata e fornisce una versione diversa della vicenda.
“L’intesa dell’Europa col Governo precedente a trazione M5S-PD – scrive il responsabile istruzione della Lega – non prevedeva la figura del docente precario ‘idoneo’, bensì concorsi annuali senza graduatorie di merito e, se non vincitori, ripartenza da capo col concorso successivo. Per Bruxelles cioè i precari, oltre a lavorare e occuparsi della famiglia, avrebbero dovuto passare ogni anno 4-5 mesi a prepararsi per il concorso finché non rientravano tra i vincitori. Ci sono voluti tre anni per convincere la Commissione europea a correggere il tiro e restituire le graduatorie di merito. E non è ancora finita, come ben sanno gli interessati”.
“Nel documento del Europe Direct Contact Centre pubblicato dalla stampa specializzata – aggiunge ancora Pittoni – si legge che ‘la Commissione europea collabora strettamente con le autorità italiane per garantire un’attuazione fluida, tempestiva e corretta del PNRR. A tal fine, la Commissione mantiene un dialogo costante con le autorità italiane per garantire la conformità dell’attuazione nazionale alle disposizioni dell’allegato alla decisione di esecuzione del Consiglio’. Come ho più volte ricordato, è una trattativa che va avanti da inizio legislatura e che ha già consentito di concordare una serie di modifiche puntualmente convertite in atti normativi”.
“Ma – avverte – la controparte è la task force PNRR della Commissione europea, non un ufficio qualsiasi che ovviamente può fornire solo risposte generiche ‘copia e incolla’ non avendo nulla a che fare con tale struttura”.