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IIS Ferrari Chiaravalle, Carmine Abate incontra gli studenti. Al centro del dialogo il tema dei migranti

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Il tema dei migranti e delle migrazioni al centro di un incontro rivolto agli studenti che si è tenuto presso l’Istituto Superiore “Enzo Ferrari” di Chiaravalle diretto dalla DS Elisabetta Zaccone. Un argomento attuale che necessariamente genera riflessioni e domande puntualmente presentate ai relatori da parte degli allievi.

A dare lo start del dialogo con gli studenti è stato Carmine Abate,  scrittore italiano di etnia arbëreshe, autore di numerosi romanzi e saggi nonché vincitore della 50ª edizione del Premio Campiello con il romanzo “La collina” del vento e nel 2016 del premio Stresa con il romanzo “La felicità dell’attesa”, presente all’incontro moderato dal giornalista Francesco Pungitore, professionista attento alle dinamiche interculturali e autore di diversi saggi da sempre presente nel mondo del volontariato e dell’associazionismo. Cornice dell’iniziativa il teatro Impero della cittadina calabrese che ha potuto contare su una numerosa e qualificata presenza.

Il saluto del sindaco, Mimmo Donato, del vicesindaco, Pina Rizzo, di monsignor Giuseppe Silvestre, e della vicepreside, Lorena Gullà che ha brillantemente organizzato la manifestazione, ha anticipato l’intervento di Carmine Abate che si è soffermato sui temi dei migranti e delle migrazioni. Migrazioni e razzismo di cui un tempo erano vittime gli italiani all’estero e che oggi, impongono agli uomini di diventare costruttori di pace e di civiltà, con l’aprirsi agli altri, nel rispetto reciproco.

Alle domande degli studenti ha risposto Abate e ad esse si sono aggiunte le testimonianze della psicologa Angela Gioitta, operatrice del Cas di Chiaravalle, della mediatrice culturale Nouhaila Hajji e di un ragazzo maliano ospite del centro.

Il pubblico è inoltre rimasto molto colpito dall’esecuzione de “La vita è bella”, cantata dalla giovane Lucia Perriccelli, al piano Giuseppe Daniele. All’iniziativa ha collaborato la libreria “Non ci resta che leggere” di Soverato.

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