Home Attualità Il 2 per mille alla cultura: secondo Renzi

Il 2 per mille alla cultura: secondo Renzi

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Matteo Renzi, il premier “Stupor Italie” annuncia in pompa magna che è in arrivo il 2 per mille alla cultura.

Il premier ha parlato di «150 milioni di euro per donare a tutti i cittadini la possibilità di dedicare il due per mille a un’associazione culturale. Già oggi i cittadini possono dare il 2 per mille ai partiti, ma non possono darlo al Teatro della Scala o alla scuola di musica di periferia, al teatro sperimentale cittadino o all’associazione culturale. Ciò che è possibile per i partiti, dovrà essere possibile anche per le realtà della cultura».

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Un annuncio mirato e che si colloca all’interno della strategia scelta dal premier: «Per ogni euro in più investito in sicurezza, ci deve essere un euro in più investito in cultura. Non può esistere una risposta solo securitaria. Perché non saremmo più liberi se ci chiudessimo nel buio sottoscala delle nostre paure».

Quindi un miliardo in sicurezza, un miliardo in cultura: «Per ogni telecamera nuova che viene installata, ci deve essere un videomaker o un regista teatrale che sperimenta. Per ogni investimento in polizia, ci deve essere uno sforzo maggiore di pulizia delle nostre periferie. Per ogni mezzo blindato in più, un campo da calcetto. Per ogni arma, un canestro per le strade».

Il miliardo sulla cultura e l’identità italiana seguirà queste linee guida: 500 milioni alle città metropolitane per progetti di riqualificazione e “rammendo” delle periferie; 300 milioni di euro per i diciottenni cui verrà estesa la Carta da 500 euro già predisposta per i professori e che potrà essere spesa per consumi culturali; 50 milioni di euro per il diritto allo studio e le borse di studio degli studenti universitari meritevoli; 150 milioni di euro per donare a tutti i cittadini la possibilità di dedicare il due per mille a un’associazione culturale.

Per le onlus della cultura esiste già il 5 per mille, di cui sembrava prevista una “revisione” in sede di Legge di Stabilità, visto che attualmente questo strumento non prevede l’indicazione del soggetto destinatario del finanziamento, diversamente da quello che accade per il 5 per mille per tutti gli altri soggetti. La Legge di Stabilità in discussione prevede invece la riduzione del tetto massimo al 2 per mille per i partiti (un taglio di circa 50 milioni in tre anni del plafond), uno strumento che diversamente dal 5 per mille non è stato mai particolarmente apprezzato dagli italiani.