Novità in vista per gli ITS, Valditara sta ragionando ad un percorso che consentirà di paragonare il biennio degli ITS ai primi due anni di laurea breve.
Se sarà confermato, questo percorso darà ulteriore appeal agli ITS già in forte crescita sul territorio italiano.
Come già riportato, il Ministro del ‘Istruzione e del Merito durante una visita all’ITS Academy Antonio Bruno a Grottaminarda in Provincia di Avellino avrebbe anticipato la volontà, sicuramente molto innovativa e suggestiva, a favore proprio di questi percorsi di formazione superiore post diploma.
“Con la ministra Bernini stiamo ragionando per andare ancora più avanti per quanto riguarda gli Istituti tecnologici superiori: pensiamo di portare il percorso a 4 + 2 + 1 per far sì che il biennio degli Its sia equivalente ai primi due anni delle lauree brevi”, ha affermato il titolare del dicastero dell’Istruzione durante la conferenza stampa.
Gli Istituti Tecnici Superiori sono percorsi formativi post-diploma, molto tecnici e professionalizzanti, pensati per dare competenze specifiche in settori industriali o tecnologici, sviluppati in collaborazione con aziende che mettono a disposizione professionisti per le ore di docenza previste durante il percorso e gli ambienti per le ore di pratica.
Una ipotesi, che se confermata e portata avanti dal Governo porterebbe ulteriore linfa agli ITS Academy perché darebbe ai ragazzi un ulteriore motivo per intraprendere questi percorsi di studi e non solo.
Altro vantaggio sarebbe per le Università che avrebbero così la possibilità di pescare nel bacino degli Its competenze anche pratiche.
In sostanza il ministero sta considerando di riconoscere ufficialmente che i due anni di studio negli Istituti abbiano lo stesso valore accademico e formativo dei primi due anni di una laurea breve (cioè la laurea triennale che dura meno rispetto a quella di 5 anni). Basterà quindi aggiungere 1 anno in più per avere un titolo equivalente alla laurea breve.
Il percorso ipotizzato sarebbe dunque questo:
A un anno dall’approvazione in via definitiva del Ddl di riforma dell’istruzione tecnico-professionale, che aveva introdotto il modello della filiera del 4+2, si prospetta quindi un ulteriore tassello che farà ulteriormente discutere come sempre accade in Italia quando si parla di ITS.
L’obiettivo del Governo rimane quello di offrire ai giovani maggiori opportunità e facilità ad entrare nel mondo del lavoro tramite percorsi diversificati anche su base regionale e secondo le specifiche del territorio che hanno l’obiettivo di far raggiungere qualifiche di alto livello perché si lavora all’interno delle aziende insieme ai professionisti che già operano in quel settore.
Questo andrebbe anche in favore delle esigenze del mercato del lavoro perché ad oggi la metà delle aziende fa fatica a coprire i posti disponibili. Un mismatch tra domanda ed offerta che diventerà ancora più pesante nei prossimi anni perché l’esigenza di avere manodopera professionalizzata soprattutto in ambito tecnologico sarà sempre più grande.
“Un sistema di istruzione che, alla luce delle migliori esperienze europee, dia a ogni giovane gli strumenti per costruirsi, in base alle proprie inclinazioni, un solido futuro” ha affermato il Ministro, che al tempo stesso consenta al sistema produttivo di avere le professionalità necessarie per essere competitivo.
I dubbi rimangono anche se la speranza ovvia è che questo scenario contribuirà ulteriormente a ridurre il gap tra domanda ed offerta, oppure sarà una semplice spinta agli indecisi perché “male che vada” poi ti laurei lo stesso.
I modi e i tempi in cui sarà attuato questa ipotesi di nuovo percorso è tutto da verificare anche perché dovranno essere d’accordo le Università e questo è un altro discorso tutto in salita.