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Il calendario scolastico è competenza regionale

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La proposta del Ministero dei Beni Culturali, Francesco Rutelli, di modificare in modo decisivo il calendario scolastico non incontra i favori delle Regioni.
La Conferenza Stato-Regioni, infatti, ha esaminato la questione e ha deciso che, almeno per il momento, la rivoluzione prospettata da Rutelli (pausa estiva più corta, vacanze pasquali più lunghe e una settimana di interruzione d’inverno da gestire in
modo flessibile), può aspettare.
Gli assessori competenti prendono tempo e per bocca di Silvia Costa, assessore del Lazio e  coordinatrice nazionale degli assessori all’Istruzione, affermano:   “Non intendiamo sottrarci al confronto con il Governo, tanto che abbiamo già nominato i tecnici da inviare ai tavoli con l’esecutivo ma senza rinunciare alle nostre prerogative”.
Che è come dire: in materia di calendario scolastico la competenza è delle regioni e non del Ministero (e men che meno di quello dei Beni Culturali).
“D’altronde – aggiunge Corrado Gabriele, assessore all’Istruzione della Campania – mancano i tempi tecnici per cambiare le regole già per il 2008/2009 e poi le priorità della scuola sono ben altre, per esempio il problema della spesa. Per noi il tema del calendario, da 1 a 10, ha priorità 1″.
E poi ci sono anche assessori che mettono in evidenza le difficoltà che una modifica del calendario potrebbe causare alle famiglie: “Dobbiamo tenere conto anche dei problemi che avranno le famiglie con la nuova impostazione – sostiene Gianfranco Simoncini, assessore della Toscana – per esempio non tutte le famiglie potranno usufruire in termini di ferie della pausa invernale di una settimana”.
In Piemonte, prima dell’estate scorsa, l’assessorato competente aveva coinvolto le famiglie in un sondaggio on line con tre proposte di calendario: una ricalcava quello attuale, la seconda si avvicinava al progetto di Rutelli, la terza prevedeva solo più
vacanze a Pasqua e rientro anticipato a settembre.
Su 25mila votanti, la maggioranza ha optato per la riconferma della tradizione.
“Lo stimolo offerto da Rutelli è interessante – conclude Silvia Costa –  ma ci sono tre problemi di cui tener conto. Primo, non in tutte le Regioni, soprattutto al Sud, è facile anticipare il rientro: nelle scuole non c’e’ l’aria condizionata. Secondo: i problemi organizzativi delle famiglie. Terzo: per legge la competenza in materia è delle Regioni”.
E con questa ultima osservazione della Costa, la questione dovrebbe considerarsi chiusa.