Home Generale “Il diritto di apprendere. Nuove linee di investimento”, convegno alla Regione Lombardia

“Il diritto di apprendere. Nuove linee di investimento”, convegno alla Regione Lombardia

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I soldi seguono i ragazzi.” Lo dicono gli inglesi, l’ha ripetuto Claudio Gentili, vicedirettore Innovazione ed Education della Confindustria, al convegno Il diritto di apprendere, Nuove linee di investimento, organizzato al 39° piano del Palazzo della Regione Lombardia, lunedì 25 gennaio.
Moderatore Luigi Amicone, direttore del settimanale
Tempi; protagonisti l’assessore all’Istruzione, Formazione e Lavoro della Regione Lombardia Valentina Aprea, e i tre autori del volume che porta il titolo del convegno stesso: suor Anna Monia Alfieri, esperta di politiche scolastiche e gestore di scuole paritarie; Marco Grumo, professore di Economia e Management delle Organizzazioni no profit dell’Università Cattolica; e Maria Chiara Parola, dottore commercialista e presidente dell’associazione A.M.A.

Lo slogan inglese sintetizza quanto illustrato nel saggio che è stato presentato in Regione, con il quale si dimostra che l’applicazione del costo standard di sostenibilità nella scuola italiana farebbe risparmiare allo Stato ben 17 miliardi di Euro: “Per mettere lo studente veramente al centro del sistema scolastico – ha affermato Grumo – occorre sperimentare un sistema di finanziamento mediante il quale la scuola (statale e paritaria) riceverà un finanziamento in funzione del numero degli studenti che essa sarà veramente in grado di accogliere.” 

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L’assessore Aprea, da parte sua, ha sottolineato come “lo Stato non deve farsi gestore degli istituti scolastici. Proprio per questo non abbiamo ancora ottenuto in Italia la parità economica tra scuole pubbliche statali e paritarie. La Lombardia – ha aggiunto – ha percorso una strada diversa. Con la dote scuola ha fatto una scelta di pluralismo educativo. Noi riconosciamo a tutte le scuole lo stesso valore.”

Appassionato l’intervento di suor Monia Alfieri, presidente della Fidae Lombardia, che si batte da anni per la vera parità scolastica, compresa quella economica, dopo l’inserimento delle scuole non statali nel sistema pubblico d’Istruzione con pari diritti e doveri di quelle statali, da parte della legge 62/2000.

Questo libro – ha detto – è il frutto della disperazione, nei confronti dell’ideologia imperante”. E ha sottolineato “come la Costituzione già nel 1948 dichiarasse quanto noi stiamo dicendo oggi sui diritti della famiglia nella libertà di educazione e di scelta della scuola. Ma purtroppo ancora oggi la famiglia non può farlo: non le è data la possibilità, perché chi sceglie le scuole paritarie è economicamente discriminato.”

La legge della Buona Scuola (107/2015), secondo suor Monia, inguaribile ottimista, contiene aperture positive, come la detrazione fiscale per le famiglie che iscrivono i figli alla non statale, anche se si tratta ancora di pochissimi soldi. Ma tuttavia è affermato un principio che domani potrebbe avere sbocchi interessanti.

Suor Monia Alfieri, ha recentemente inviato una lettera al presidente del Consiglio Renzi, invitandolo non solo a leggere lo studio (condotto su dati forniti dallo stesso Ministero), ma a prenderlo in considerazione. Batterà un colpo?