Il ministro M.Bussetti, celebrando Leonardo da Vinci, ha detto: ”Ho voluto mettere al centro della nostra visione del futuro i giovani, lo studente, non le sue competenze, ma le sue attitudini, le sue potenzialità. La scuola deve educare, non semplicemente informare”.
Si tratta di un’affermazione in aperto contrasto con il pensiero leonardesco, da cui traspaiono protagonismo, genericità, non conoscenza della legge, confusione concettuale.
“Ho voluto mettere al centro della nostra visione del futuro i giovani”: trasmette l’immagine di un terreno vergine.
“Non le sue competenze, ma le sue attitudini, le sue potenzialità”:
E’ sbagliato contrapporre le attitudini/potenzialità con le competenze: le competenze sono un MIX inscindibile di capacità e di conoscenza.
“La scuola deve educare”: garantire la corretta applicazione della legge è il compito primario di un ministro, che è un membro dell’esecutivo.
Se il ministro Bussetti avesse osservato l’esito delle norme:
1) deliberare “i criteri generali dalla programmazione educativa”
2) gestire la “programmazione dell’azione educativa”
avrebbe compreso l’origine della crisi istituzionale.
Enrico Maranzana
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