Aumenti per i docenti che accompagnano gli studenti in gita scolastica? No grazie. È quanto emerso da un sondaggio esclusivo della Tecnica della Scuola illustrato nel corso di Scuola Talk, l’approfondimento settimanale dedicato ai temi di attualità. Sempre più spresso, la cronaca ci racconta di come le gite, importante momento di crescita culturale e personale per gli studenti, diventino lo sfondo di incidenti e talvolta di vere e proprie tragedie, come quella dello studente 13enne morto mentre si trovava in visita d’istruzione a Lignano Sabbiadoro, in provincia di Udine, dopo essere caduto da un balcone.
Sullo sfondo c’è il tema della responsabilità per i docenti che accompagnano gli alunni, la cosiddetta “culpa in vigilando”. Come spiegato da questo giornale, si tratta dell’accertamento, da parte delle autorità, che l’omissione di sorveglianza dell’alunno da parte di un docente ha finito per determinare un danno. E proprio questo è ciò che spinge gli insegnanti a “scappare” dalle gite. Il 75% di essi ritiene che i viaggi di istruzione andrebbero aboliti, e il 55,5%, come detto, non sarebbe disponibile a partire nemmeno in presenza di un beneficio economico.
Tanti gli interventi dedicati a questo tema nel corso della nostra diretta. Per Andrea Maggi, docente e personaggio televisivo, sottolinea come la legislazione attuale sia particolarmente penalizzante per la categoria. Per Maggi gli insegnanti “sono gli unici impiegati pubblici considerati colpevoli fino a prova contraria. In caso di incidente, vengono immediatamente imputati e devono dimostrare che l’accaduto non è dipeso da una loro mancanza”. Il docente si è concentrato in particolare sul tema della vigilanza sui mezzi di trasporto, nonché della prevenzione dei rischi strutturali in alberghi e luoghi di resistenza.
A tornare sul tema delle responsabilità e della retribuzione è stata Cristina Costarelli, presidente ANP Lazio e dirigente scolastica. Anche aumentando il compenso, ha detto la dirigente, “i profili di responsabilità civile e penale per il docente resterebbero invariati”. Tra i temi più delicati, quello della sorveglianza notturna, praticamente impossibile da garantire. “Per dimostrare in giudizio di aver fatto “tutto il possibile” per evitare un infortunio, un docente non dovrebbe mai dormire, presidiando a turno corridoi e camere tutta la notte”. Da qui la necessità di una “revisione del quadro giuridico”.
Infine, la voce degli studenti, portata da Daniele Grassucci, direttore di Skuola.net. Il giornalista ha sottolineato come per affrontare al meglio le gite serva “un ‘patto di titanio’ tra scuole e famiglie, affinché gli studenti siano consapevoli che ogni infrazione verrà sanzionata con il consenso dei genitori, cercando di garantire ai docenti la tranquillità per svolgere il proprio ruolo”. Anche per lui, del resto, la gita è un impegno che trasforma il lavoro del docente in un’attività di sorveglianza continua h24, “con una responsabilità enorme sulla sicurezza degli studenti che comporta rischi civili e penali molto elevati“.