Utilizzare l’intelligenza artificiale a scuola per personalizzare i percorsi di studio migliora gli apprendimenti degli studenti: a dirlo è stato il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, in visita in alcuni istituti di Brindisi, tra cui la scuola superiore Ettore Majorana.
Replicando ad una domanda dei giornalisti sulla possibilità che il progetto ‘Book in Progress AI’ possa essere adottato in tutto il territorio nazionale, il titolare del Mim ha replicato ricordando che il Ministero di Viale Trastevere “ha avviato un percorso con l’intelligenza artificiale che riguarda in special modo la personalizzazione della didattica. È un tema che abbiamo avviato in via sperimentale. I primi risultati ve li posso già anticipare sono buoni, nel senso che c’è una crescita di apprendimenti”.
Nel prossimo anno, il 2026/27, ha aggiunto Valditara, “dovremmo estendere l’utilizzo dell’intelligenza artificiale per fini didattici. Fra l’altro, ci sarà un investimento importante che riguarderà 15.000 studenti ‘fragili’ in alcune regioni d’Italia”.
“Calcoliamo che nel mondo – ha aggiunto il numero uno del ministero dell’Istruzione – sono pochi i Paesi che sono partiti su questa tematica, e sono: Stati Uniti, Cina, mentre in Europa credo ci sia solo l’Estonia; la Corea del Sud guida da tempo, e poi ci siamo noi”.
“Inoltre – ha aggiunto il Ministro – c’è l’educazione all’utilizzo corretto dell’intelligenza artificiale, che abbiamo inserito nelle nuove linee guida sull’educazione civica“. “Manderemo – ha spiegato – un questionario alle scuole per capire come concretamente viene insegnato questo tema, che è un tema molto sfidante e di grande attualità, di grandissima importanza”.
“Stiamo – ha concluso Valditara – anche ragionando sul rifare quest’anno due manifestazioni sul modello di quelle che l’anno scorso facemmo a Napoli e a Milano, (il ‘Next Generation AI – Summit internazionale sull’intelligenza artificiale nella scuola’ ndr): fu una prima mondiale con 6.000 ragazzi coinvolti e tantissimi esperti da tutto il mondo”.
Intanto, per meglio comprende come l’intelligenza artificiale sia entrata o come stia entrando tra i banchi di scuola, La Tecnica della Scuola e il gruppo di ricerca Paths di INDIRE hanno realizzato lo scorso anno scolastico un questionario interamente dedicato ai docenti. Si è trattato della prima indagine che in Italia ha provato a misurare sul campo l’impatto dell’IA nella didattica. Gli esiti sono stati presentati a Didacta 2025 e sono stati persino citati nel recentissimo rapporto Digital Education Outlook dell’Ocse.
A un anno di distanza Tecnica della Scuola e il gruppo di ricerca Paths di INDIRE rilanciano presentando la seconda edizione dell’indagine su IA, didattica e docenti.
Le domande sono sostanzialmente le stesse, così da poter verificare immediatamente cosa e come è cambiato nella percezione e nella esperienza dei docenti il rapporto con l’IA a un anno di distanza.
Tuttavia, siccome nell’ultimo anno c’è stato almeno un significativo intervento dal parte del MIM che ha pubblicato le linee guida per l’introduzione dell’intelligenza artificiale nelle istituzioni scolastiche, l’indagine presenta anche due domande riferite alla concreta applicazione delle indicazioni delle Linee Guida nelle scuole.
Compilare il questionario significa poter raccontare la vostra esperienza, le vostre speranze, i timori e le scoperte di tutti i giorni. Perché è inutile parlare di innovazione se non ascoltiamo chi insegna davvero e non accompagniamo la sua crescita. Le tue risposte, confrontate con gli esiti dell’indagine del 2025, permetteranno di fare il punto su una delle sfide educative più significative del nostro tempo. Sfida spesso affrontata a colpi di slogan piuttosto che con innovazioni reali.