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Il ministro Moratti e il piano contro i diplomifici

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All’insegna del motto "chi non ascolta consigli, non regna", il ministro Letizia Moratti ha fatto tesoro di quanto i senarori avevano sollecitato nei loro interventi nelle precedenti sedute e ha tenuto in considerazione quanto ha raccolto la Commissione di indagine e di studio sull’area dell’istruzione non statale, istituita dallo stesso Ministro nel 2001 presso il Gabinetto del Miur. Dalle 56 pagine prodotte dal Gruppo di lavoro, che ha indagato sulla reale attuazione della legge 62/2000 e sul ruolo e sulla funziuone pubblica della scuola non statale paritaria nell’ambito del Sistema Istruzione nazionale, è emerso che la legge sulla parità scolastica non ha centrato l’obiettivo. Tra i diversi punti evidenziati dalla Commissione d’indagine quello del cosidetto fenomeno dei diplomifici è stato il più preoccupante.
Per questo motivo, il Ministro ha ribadito l’impegno a proseguire il percorso di attuazione della legge e ha dettato le prime linee di intervento per combattere il fenomeno.

Ecco le misure che saranno adottate quanto prima dal Ministero:

"Anzitutto", ha detto il ministro Moratti, "sarà prescritto, quale requisito indispensabile per il riconoscimento ed il mantenimento della parità nelle scuole di secondo grado, un numero minimo di 8-10 studenti per classe, escludendo la possibilità di "classi articolate". Inoltre, nel caso in cui in una scuola non vi sia un corso completo di studi, ma soltanto una classe collaterale – che non sia la prima – sarà revocata la parità al corso incompleto".

"Sia per le scuole statali che per quelle paritarie, con riferimento ai candidati interni", ha aggiunto il Ministro, "verrà fissata una percentuale di frequenza minima obbligatoria per consentire l’accesso agli scrutini ed agli esami di Stato. Quanto agli esami di idoneità, sarà posto il vincolo di frequentare le lezioni nell’anno successivo, presso lo stesso istituto ove vengono sostenuti gli esami, pena la non ammissione agli scrutini o agli esami di Stato.
"Infine
", ha concluso il Ministro, "le scuole non potranno superare una soglia di ricettività delle relative domande, pari al numero di studenti che completino le classi esistenti".

Fra gli altri provvedimenti che il Ministero intende adottare con risolutezza vi è quello del divieto di costituire commissioni per candidati soltanto esterni agli esami di Stato, e maggior rigore per le condizioni di ammissione agli esami di Satto di candidati "per merito", i famosi ottisti.

Con ciò il Ministero intende dare un duro colpo alle possibili irregolarità che fin qui hanno accompagnato alcune scuole non statali paritarie, pur sapendo che tanti altri aspetti derivano da mancanza di fondi necessari per rafforzare la vigilanza da parte degli Uffici scolastici regionali e il loro coordinamento con le istituzioni scolastiche.