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Il Miur e il riconoscimento del diploma magistrale in Europa

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E mentre il Ministero continua a tergiversare, fingendo di non essere a conoscenza che il Parere del Consiglio di Stato che ha sancito il diritto dei diplomati magistrale di essere inseriti a pieno titolo nella II fascia delle graduatorie d’istituto, ai sensi dell’art. 14 del DPR 1199/1971, ha natura vincolante e che, nel caso specifico, avendo annullato una norma illegittima per eccesso di potere, la sua efficacia è da intendersi erga omnes, il diploma di maturità magistrale ottiene l’ennesimo riconoscimento in altro Stato europeo: la Svizzera.
Dopo l’Inghilterra, e l’Olanda, infatti, da oggi il diploma è titolo professionale valido anche nella Confederazione Elvetica. Anche in questo caso grazie all’azione informativa portata avanti per scardinare le false affermazioni a suo tempo fornite dal Miur alle Autorità degli Stati europei, secondo cui l’abilitazione sarebbe stata conferita dal concorso e non dal diploma. Tesi poi smentita, a denti stretti, dallo stesso Ministero, grazie all’intervento chiarificatore della Commissione Europea.
Vorremmo far capire al Ministero che il tempo delle goliardate è ormai concluso, che attendiamo entro e non oltre lunedì prossimo che faccia una volta per tute il suo dovere ed emani il Dpr di attuazione del Parere formulato dal Consiglio di Stato, con efficacia erga omnes e nell’unica forma possibile definita dal citato Dpr 1199/1971. Davvero, benché potrebbe apparire divertente continuare sulla strada della disinformazione, ormai vorremmo far notare che Carnevale è concluso, e non è più tempo di scherzare. In caso contrario, per festeggiare il Pesce d’Aprile, ci riserviamo di regalare anche noi uno scherzo al Ministero, sottoforma di pioggia di esposti alle Procure della Repubblica.

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