Home Attualità Il Movimento Scout candidato al Premio Nobel per la Pace 2021

Il Movimento Scout candidato al Premio Nobel per la Pace 2021

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È ufficiale, da pochi giorni l’Organizzazione Mondiale del Movimento Scout (WOSM), insieme alla World Association of Girl Guides and Girl Scouts (WAGGGS), sono stati nominati per il Premio Nobel per la Pace 2021, riconoscendo gli eccezionali contributi dello Scoutismo e del Guidismo, che hanno permesso a centinaia di milioni di giovani di creare una cultura di pace duratura nelle loro comunità per oltre un secolo.

A presentare la candidatura è stata proprio una scout, oggi deputata norvegese del Partito della Libertà, Solveig Schytz, ex commissario capo delle Guide e degli Scout di Norvegia e attuale volontario del Movimento Scout.

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In un momento in cui il nostro mondo è minacciato da così tante sfide internazionali, sia il clima, le guerre o le pandemie, abbiamo bisogno di un contrappeso all’egoismo e al nazionalismo. Abbiamo bisogno di offrire ai giovani la possibilità di radunarsi intorno a un insieme di valori comuni e alla fede nel servizio, non solo alla propria comunità, ma alla società internazionale, ha detto la deputata nel presentare la prestigiosa candidatura, aggiungendo questo lavoro è vitale per la pace nel mondo.

Lo scoutismo in pillole

I movimenti Scouting e Guiding sono nati nei primi anni del XX secolo, nel 1907, per volontà del tenente generale inglese Robert Baden Powell, noto nel mondo scout come “BP”, e sin dall’inizio si sono incentrati sul fornire ai giovani le capacità di leadership e di vita per promuovere la pace e la comprensione reciproca e per essere al servizio delle loro comunità. Baden Powell si ispirò all’esercito per dare il nome al movimento, scout infatti in termini militari vuol dire “esploratore”. Oggi con i suoi oltre quaranta milioni di partecipanti, lo scoutismo rappresenta il metodo educativo non formale più ampio e importante al mondo. Da sempre tra i pilastri del movimento vi sono competenze quanto mai attuali nel panorama dell’educazione: il learning by doing, l’open door education e il team working. Lo scoutismo inoltre aiuta a costruire una cultura di pace duratura, proprio incorporando le idee di lavoro di squadra, insieme alle competenze interculturali, onnipresenti nel suo programma e nelle sue attività giovanili. Numerose sono da oltre un secolo le iniziative e gli eventi attribuiti al movimento scout, tra i più recenti, negli ultimi dieci anni, va ricordata l’iniziativa Messengers of Peace, che ha ispirato in tutto il mondo oltre 16 milioni di progetti e azioni locali, tutti aventi come priorità la collaborazione interculturale e il consolidamento della pace, per costruire un mondo che sia più pacifico e inclusivo per le persone di tutte le età. Una curiosità, si può diventare scout a partire da otto anni, ma si può accedere al movimento anche da adulti, prestando numerosi servizi di volontariato e assistenza.

Lo scoutismo in Italia

Il primo reparto scout italiano fu fondato nel 1910, a Bagni di Lucca, chiamato “Ragazzi Esploratori “. Durante il fascismo il movimento cessò ufficialmente di esistere, ma alcuni gruppi clandestini sopravvissero, riuscendo anche ad aiutare alcuni ebrei a fuggire alle persecuzioni. Dopo la Seconda Guerra Mondiale nascono in Italia l’ASCI (Associazione Scout Cattolici Italiani) e il CNGEI (Congregazione Nazionale Giovani Esploratori Italiani), poco dopo l’Associazione Guide Italiane e l’Unione Nazionale delle Giovinette Esploratrici Italiane, che insieme costituirono la Federazione Guide e Esploratrici Italiane, infine un decennio dopo nacque il Movimento Adulti Scout Cattolici Italiani. In Italia sono tre le associazioni che contano il maggior numero di iscritti: l’Associazione Guide e Scouts Cattolici Italiani (AGESCI) con 176.171 iscritti, l’Associazione Italiana Guide e Scouts d’Europa Cattolici (solitamente detta FSE) con 19.070 iscritti; e il Corpo Nazionale Giovani Esploratori ed Esploratrici Italiani (CNGEI) con 12.927 soci, oltre a numerose piccole associazioni locali.