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Il Sistema Politropico per potenziare le competenze socio-relazionali: bollino di qualità a un percorso di formazione per docenti in un IC campano

Istituita dal Decreto Legislativo 13 aprile 2017, n. 59, la SAFI, acronimo di Scuola di Alta Formazione dell’Istruzione, è un ente istituito dal Ministero dell’Istruzione che si occupa della formazione e dell’aggiornamento del personale scolastico.

Tra le sue numerose funzioni, quella di pubblicare e dunque socializzare a tutte le scuole del Paese il Catalogo delle buone pratiche delle strategie innovative per la formazione del personale scolastico, nel quale sono menzionate le scuole che hanno ricevuto dalla SAFI il Bollino di Buona Pratica di Eccellenza per l’attività svolta nell’ambito delle strategie innovative per la formazione di docenti, dirigenti e personale ATA.

Qualche mese fa il riconoscimento è stato assegnato all’Istituto Comprensivo “3° Gadda” di Quarto per il suo progetto di formazione docenti “Il Sistema Politropico: un percorso di ricerca-azione per il potenziamento delle competenze socio-relazionali e cooperative”.

Il riconoscimento – si legge sul sito della scuola – rappresenta un’importante valorizzazione dell’impegno dell’intera comunità scolastica dell’IC Terzo Gadda e testimonia il percorso di crescita professionale e didattica intrapreso in questi anni, volto a promuovere una scuola inclusiva, collaborativa e attenta allo sviluppo delle competenze trasversali.

Vediamo allora gli elementi di innovazione che caratterizzano il progetto: intanto si tratta di un progetto in rete con altri Istituti Comprensivi e circoli didattici di Napoli e della provincia che nasce dalla necessità rilevata di potenziare le competenze relazionali e cooperative degli studenti per promuovere la costruzione di un ambiente di apprendimento che tenga conto non solo della loro dimensione cognitiva, ma anche di quella emotiva, per favorire l’acquisizione di competenze socio-relazionali all’interno dell’organismo-classe. Da parte dei docenti – non dimentichiamo che sono loro i destinatari dell’azione formativa – è emersa l’esigenza di una formazione non solo teorica, ma anche pratica che fornisse concretamente gli strumenti pedagogici e didattici per implementare la dimensione cooperativa, educare la classe ad una comunicazione orizzontale efficace e valorizzare la diversità degli stili cognitivi e di apprendimento di ciascuno.

In base ai fabbisogni enucleati, sono stati quindi avviati percorsi di Ricerca Azione guidati da esperte del Sistema Politropico, un modello didattico educativo basato su un nuovo paradigma di apprendimento/insegnamento dinamico e flessibile che sviluppa comunità di apprendimento per favorire l’integrazione socio-culturale, coltiva il pensiero critico e creativo per la risoluzione dei problemi destrutturando gli stereotipi, favorisce il dialogo argomentativo e maieutico per la gestione nonviolenta dei conflitti.

Si tratta, come ha scritto la linguista Paola Cotticelli in un articolo pubblicato sul Journal of Inclusive Methodology and Technology in Learning and Teaching, di un approccio metacognitivo e metaemotivo all’apprendimento, grazie al quale ogni individuo può sviluppare appieno il proprio potenziale. Questo modello suggerisce una rivoluzione copernicana del paradigma educativo tradizionale spostando l’attenzione su una progettazione educativa calibrata sul singolo soggetto apprendente e non più sull’oggetto da apprendere. Tale approccio si basa sulla costruzione di un ambiente di apprendimento in cui le esperienze, gli stili cognitivi e il retroterra socioculturale dello studente vengono riconosciuti, valorizzati e integrati nel processo di apprendimento-insegnamento.

Attraverso metodologie come il Job Shadowing e la Participatory Research, circa 80 docenti sono stati coinvolti, negli ultimi 6 anni, in percorsi di “Formazione in aula” finalizzati al potenziamento delle competenze metacognitive e metaemotive degli studenti. Questa formula – si legge sul sito della scuola – ha permesso di intervenire all’interno del contesto-classe con un impatto diretto sugli studenti e sui docenti coinvolti. Questi ultimi hanno ricevuto una formazione sul campo incentrata sulle tecniche di conduzione cooperativa della classe, sulle metodologie di apprendimento cooperativo, sull’uso di piattaforme e strumenti digitali per la collaborazione e facilitazione dell’apprendimento ed altre strategie tese a favorire l’inclusione, la motivazione intrinseca degli studenti e un clima-classe collaborativo.

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