A poche ore da una manifestazione pubblica, Ilaria Salis, eurodeputata di Alleanza Verdi Sinistra, ha denunciato di essere stata svegliata nella sua camera d’albergo a Roma da due agenti di polizia per un cosiddetto “controllo preventivo”. L’episodio ha scatenato la reazione immediata dei vertici del suo partito e riaperto il dibattito sui limiti del controllo delle forze dell’ordine nei confronti di parlamentari in carica.
Secondo quanto riferito da Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni di AVS, gli agenti si sarebbero trattenuti nella stanza quasi un’ora nonostante Salis si fosse qualificata immediatamente. I due leader definiscono la vicenda «di una gravità inaudita» e chiedono al ministro dell’Interno Piantedosi parole di chiarimento. «Non siamo ancora diventati l’Ungheria di Orban e non intendiamo diventarlo», hanno dichiarato, sottolineando come il fatto sia avvenuto a poche ore da una grande manifestazione. Nessuna risposta ufficiale è al momento arrivata dal Ministero dell’Interno.
Insegnante precaria di Monza e attivista antifascista, Ilaria Salis è diventata un caso politico nazionale e internazionale dopo essere stata arrestata in Ungheria e detenuta per 466 giorni in condizioni descritte come disumane, con l’accusa di aver aggredito militanti neonazisti. Eletta eurodeputata con AVS, il Parlamento europeo ha confermato la sua immunità parlamentare nell’ottobre 2025 con un margine di un solo voto, 306 favorevoli contro 305 contrari, respingendo la richiesta di revoca avanzata dal governo ungherese. La commissione giuridica aveva ravvisato un fumus persecutionis, cioè indizi concreti che il procedimento ungherese mirasse a colpirne l’attività politica. Prima dell’elezione, durante i domiciliari, Salis aveva dichiarato di voler tornare a insegnare e di volersi battere in Europa per i diritti dei detenuti, dei lavoratori precari e contro le destre radicali.