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Immissione in ruolo da incubo

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Sono una docente, tra le migliaia di insegnanti, che, in tutta Italia, hanno partecipato al concorso straordinario bandito l’anno scorso.

Le condizioni, in cui abbiamo affrontato questa sfida importantissima, sono state devastanti: i casi covid aumentavano giorno dopo giorno, non sapevamo se la prova ci sarebbe stata, andavamo a scuola temendo, ogni giorno, la quarantena o il contagio…

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Persino la sera prima della prova, abbiamo rischiato cambi improvvisi della sede di svolgimento: la scuola ospitante, dall’oggi al domani, poteva essere chiusa per la presenza di casi covid.

Nonostante questa ODISSEA io, da “brava Ulisse”, non ho mollato: sono riuscita a trovare, in fondo alla mia anima, quel briciolo di forza interiore che, associata alla determinazione, che mi contraddistingue per natura, mi ha consentito di svolgere una prova molto buona, nonostante i tempi ristretti e nonostante, nel caso specifico della mia classe di concorso (AA24 – francese), fosse richiesto uno sforzo maggiore, quello di scrivere sia in francese che in inglese.

E, credetemi, passare da una lingua all’altra non è uno sforzo di poco conto, soprattutto quando i tempi a disposizione sono ristrettissimi.

I risultati mi hanno regalato una gioia immensa: mi sono posizionata 3a, con punteggio 77/80, nella prova, e 4a nella graduatoria di merito finale, con punteggio 88/100.

Quella che sembrava essere una favola meravigliosa che, io per prima, mi aspettavo si concludesse con uno strepitoso lieto fine si è, all’improvviso, trasformata in un incubo…

Sono stata convocata per la fase 1 della procedura d’immissione in ruolo (quella che prevedeva la scelta della provincia), ma non solo non sono passata alla fase 2 (quella relativa alla scelta della sede), adesso, rischio la nomina per surroga: mi troverò costretta ad accettare gli scarti lasciati dai colleghi delle GM 2018. Ci tengo a sottolineare, per chi non lo sapesse, che il concorso 2018 di meritocratico NON aveva nulla: non prevedeva una prova selettiva e l’abilitazione posseduta, dalla stragrande maggioranza dei docenti inseriti in tale graduatoria, è stata conseguita tramite PAS, NON selettivo anche quello.

Mi chiedo: dov’è lo Stato in tutto questo? Dov’è la giustizia in tutto questo? Perché i migliori sono stati penalizzati, in questa procedura d’immissione, ed è stata data la priorità a chi ha fatto peggio in una prova, per altro, NON selettiva?

Ho partecipato ad un concorso, per l’anno scolastico 2020/2021, che metteva a bando 21 posti, mi sono posizionata 4a e mi vedo scavalcare da 23 persone che fanno parte delle ultime posizioni della graduatoria 2018???

Non c’è logica, non c’è giustizia in tutto questo, non ci sono i sindacati a difenderci, ma soprattutto lo STATO si è dimenticato di noi, dei più MERITEVOLI.

Lettera firmata