Nell’ambito dell’educazione alla salute e al benessere personale, capita spesso di trattare l’alimentazione e il riposo come due argomenti del tutto separati. In realtà, il cibo e il sonno sono due dimensioni profondamente interconnesse che si influenzano a vicenda in un ciclo continuo. Prendersi cura della propria salute civica e individuale significa comprendere e bilanciare questo delicato rapporto.
Da un lato, la qualità e la durata del nostro sonno determinano in modo significativo le nostre abitudini e scelte alimentari. Molteplici studi clinici dimostrano che una scarsa quantità di sonno aumenta il rischio di accumulo di adiposità, sovrappeso e obesità. Questo accade principalmente perché la privazione del sonno altera il nostro profilo metabolico e la produzione degli ormoni che regolano il senso di fame e sazietà, spingendoci a desiderare cibi molto zuccherati e “junk food” (cibo spazzatura). Non a caso, le ricerche segnalano che gli adolescenti che dormono meno di sette ore a notte sono significativamente più inclini a consumare cibo da fast food più volte a settimana rispetto ai coetanei riposati.
Dall’altro lato della medaglia, ciò che mangiamo e beviamo durante il giorno, e in particolare alla sera, influisce pesantemente su come dormiremo. Ad esempio il consumo eccessivo di caffeina e di bevande energetiche rende difficile addormentarsi, frammenta il riposo e ne riduce la qualità complessiva. Va infatti ricordato che il corpo impiega moltissimo tempo per smaltirne anche solo la metà. Anche gli snack molto ricchi di zuccheri, se consumati poco prima di andare a letto, possono provocare notti agitate.
Fortunatamente, alcune abitudini alimentari possono trasformarsi in potenti alleati per le nostre notti. Una dieta sana ed equilibrata, come la dieta mediterranea, è stata associata a una sensibile diminuzione dei disturbi notturni e a una migliore qualità del sonno negli adolescenti. Esistono, inoltre, dei veri e propri “cibi amici del riposo”: spuntini leggeri a base di banane, ciliegie, mandorle, latte o cereali a basso contenuto di zuccheri sono ottime scelte serali, poiché contengono triptofano o melatonina naturale, due sostanze chiave che favoriscono un addormentamento sereno.
Per costruire un perfetto circolo virtuoso del benessere, è necessario prendersi cura di entrambe le dimensioni: mangiare in modo nutriente e bilanciato aiuta il cervello a rilassarsi e a riposare profondamente; parallelamente, dormire il giusto numero di ore fornisce la lucidità e l’energia necessarie per fare scelte alimentari più sane ed evitare gli eccessi. Aggiungendo a questo binomio una dose quotidiana di attività fisica (avendo però cura di non fare sforzi intensi nelle due-tre ore immediatamente precedenti il sonno, per evitare picchi di adrenalina), si forniranno all’organismo tutti gli strumenti biologici per crescere forte, sano, lucido e resiliente.
Un dato su cui si riflette poco riguarda poi il legame tra l’orario scolastico e il rendimento degli studenti. Una questione profondamente radicata nella biologia dello sviluppo adolescenziale e nelle dinamiche della privazione del sonno.
Durante l’adolescenza, il ritmo circadiano subisce un naturale ritardo biologico: la produzione di melatonina (l’ormone del sonno) inizia più tardi nella giornata, spostando in avanti sia l’esigenza di addormentarsi che quella di svegliarsi. Tuttavia, la maggior parte delle scuole superiori impone orari di inizio delle lezioni molto precoci, costringendo i ragazzi a svegliarsi prima che il loro corpo abbia accumulato le ore di riposo necessarie. Questo disallineamento tra l’orologio biologico degli adolescenti e le rigidità degli orari scolastici è una delle cause primarie della diffusa privazione del sonno in questa fascia d’età.
L’impatto di questa privazione sulle prestazioni scolastiche è notevole per diverse ragioni:
L’orario scolastico precoce non penalizza solo le votazioni, ma incide sul benessere generale dello studente. Ad esempio, uno studio condotto in alcune scuole del New Jersey e pubblicato nel 2011 ha dimostrato che iniziare le lezioni prima delle 7.30 del mattino è significativamente associato a una minore durata e a una peggiore qualità del sonno notturno, nonché a una maggiore incidenza di risvegli notturni e necessità di sonnellini pomeridiani. Nei casi più gravi, questo disallineamento porta all’incapacità di frequentare le lezioni con regolarità, all’assenteismo, allo sviluppo di sintomi depressivi e persino all’abbandono scolastico.
La ricerca suggerisce una soluzione chiara per spezzare questo circolo vizioso: ritardare l’orario di inizio delle scuole. Numerosi distretti scolastici che hanno posticipato il suono della prima campanella hanno registrato benefici immediati, tra cui un aumento del tempo effettivo di sonno degli studenti, un miglioramento dei tassi di frequenza e del rendimento scolastico, un calo dei sintomi depressivi e persino una diminuzione degli incidenti d’auto che coinvolgono i ragazzi che guidano per andare a scuola. Sulla base di queste forti evidenze scientifiche e mediche, l’American Academy of Pediatrics ha ufficialmente raccomandato che le scuole medie e superiori non inizino le lezioni prima delle 8:30 del mattino.
In Svizzera un recente studio pubblicato sul Journal of Adolescent Health, e condotto da un team dell’Università di Zurigo e dell’Ospedale pediatrico universitario di Zurigo, ha analizzato l’impatto di un modello scolastico con orari flessibili sull’organizzazione del sonno, sul benessere psicofisico e sulle performance scolastiche degli adolescenti.
Modelli organizzativi più flessibili potrebbero offrire una soluzione per migliorare il benessere psicofisico degli studenti senza modificare radicalmente la struttura scolastica adeguando gli orari educativi ai ritmi biologici dell’età evolutiva.
In Italia nel 2018 l’Istituto Tecnico Majorana di Brindisi lanciò l’idea di sperimentare una diversa scansione dell’orario scolastico con inizio delle lezioni alle 9.30. Lo stesso è appena avvenuto a Bolzano dove la Provincia Autonoma ha appena approvato una mozione (n. 384/2026) che impegna la Giunta provinciale “a promuovere progetti pilota che prevedano un inizio posticipato delle lezioni e allo stesso tempo orari di entrata e di uscita flessibili per non pregiudicare la conciliabilità tra famiglia e lavoro. La valutazione di questi progetti pilota sarà resa disponibile per eventuali ulteriori misure.”
In Francia pochi giorni fa Le Monde ha lanciato un appello per far iniziare l’orario scolastico delle scuole superiori alle 9.00 del mattino così da adattarlo ai bisogni fisiologici degli adolescenti.
Ovviamente cambiare l’orario dell’inizio delle lezioni dovrebbe comportare una radicale revisione di molti aspetti della vita di una comunità tra cui, ad esempio, l’orario dei trasporti pubblici utilizzati dagli studenti adolescenti per arrivare a scuola e poi per tornare nei paesi di residenza.
Una questione che parte dal sonno ma poi tocca l’intera organizzazione sociale.
Di tutto questo discuteremo il 13 aprile, dalle ore 11.00 alle ore 12.00, nella lezione di educazione civica dedicata proprio all’educazione alla salute.
Saranno con noi due ospiti: Giorgio Calabrese, specializzato in Scienza dell’Alimentazione, docente di Alimentazione e Nutrizione Umana presso l’Università del Piemonte Orientale di Alessandria e presso l’Università di Torino e di Messina e Pierluigi Innocenti che da anni si occupa di Medicina del Sonno, sia a livello clinico che diagnostico (Polisonnografia, poligrafia cardiorespiratoria, actigrafia). Ha contribuito all’organizzazione, nonchè relatore, di numerosi convegni sulla Medicina del Sonno, tra i fondatori di ASSIREM (Associazione Italiana per la Ricerca e l’Educazione nella Medicina del Sonno)..
I docenti che volessero seguire con la propria classe le lezioni di Educazione Civica in diretta sul canale YouTube della Tecnica della Scuola, possono compilare il seguente form:
Le classi che desiderano proporsi per partecipare in studio (o in collegamento video) ad una delle dirette, interagendo con gli ospiti, possono contattare la redazione, inviando una mail a info@tecnicadellascuola.it, inserendo i dati utili (istituto, classe interessata, docente referente e recapito telefonico). La disponibilità per la partecipazione alla diretta è limitata al raggiungimento dei posti possibili.