Chi saranno i prossimi docenti ad essere immessi in ruolo? E con quali criteri saranno scelti tra GAE, GPS e concorsi? L’anno scolastico 2025/2026 si apre con numeri importanti e una procedura articolata che coinvolge graduatorie, vincoli, priorità e nuove opportunità. In attesa delle convocazioni ufficiali, è utile chiarire quali sono le regole da conoscere per chi ambisce al contratto a tempo indeterminato.
Con l’avvio dell’anno scolastico 2025/2026, il Ministero dell’Istruzione dovrà procedere alla nomina in ruolo di 54.526 docenti, suddivisi come segue:
Le immissioni riguarderanno tutti gli ordini e gradi di istruzione.
Per quanto riguarda le assunzioni su posto comune e posto di sostegno, la normativa prevede una prima ripartizione dei posti:
In caso di esaurimento delle graduatorie 2016, i posti residui vengono assegnati secondo il seguente schema:
Se dopo queste fasi dovessero rimanere ulteriori disponibilità, si procederà alla nomina in ruolo anche per gli idonei (e non solo i vincitori) dei concorsi:
Solo per i posti di sostegno, esaurite GAE e graduatorie di merito, si può attingere dalla:
È inoltre attiva la procedura straordinaria detta “mini call veloce”, che consente ai docenti di sostegno di presentare domanda per l’immissione in ruolo anche in province diverse da quella di inserimento.
I docenti di sostegno nominati in ruolo sono tenuti a restare nella scuola sede dell’anno di prova per almeno 5 anni.
Fanno eccezione i casi in cui si rientri nelle deroghe per assegnazione provvisoria, previste dal contratto collettivo.
Infine, per quanto riguarda l’insegnamento della religione cattolica, saranno assunti in ruolo 6.022 docenti. Le nomine avverranno:
In molti casi, i docenti saranno confermati nella stessa scuola dove avevano già prestato servizio con incarico annuale.