Sulle 48.504 immissioni in ruolo degli insegnanti nelle scuole pubbliche non sembra esserci troppa chiarezza. Anzi, c’è chi parla già di caos. La denuncia con toni più forti è arrivata il 30 luglio dalla Uil Scuola Rua: il suo leader Giuseppe D’Aprile parla di “un copione che si ripete e che peggiora di anno in anno” perché le procedure seguite sarebbero governate da “una logica dell’approssimazione che sta generando gravi disagi per centinaia di lavoratrici e lavoratori della scuola con errori, ritardi, mancate verifiche e assenza totale di programmazione”.
“Ci arrivano segnalazioni da diverse Regioni – continua D’Aprile – di docenti idonei ai concorsi, individuati per l’immissione in ruolo, i cui titoli dichiarati non sono stati preventivamente verificati”.
Il problema, sostiene il sindacalista, è che “le commissioni, spesso composte da personale costretto a operare senza esonero dal servizio e con compensi del tutto inadeguati, sono state costrette a lavorare in fretta per terminare i lavori nei tempi ristretti stabiliti dal Ministero, con il risultato che in alcune regioni, come nelle Marche, si sono già riscontrati errori materiali nelle graduatorie tali da annullare intere procedure”.
Quindi, sempre secondo il numero uno della Uil Scuola Rua, ci troviamo dinanzi ad “un sistema di reclutamento, dettato dall’urgenza, che rischia di non garantire né trasparenza e né equità nelle assunzioni le cui conseguenze ricadono su chi ha già dovuto affrontare anni di precariato e selezioni complesse”.
C’è chi, tra i docenti che potrebbero essere immessi in ruolo e poi in un secondo momento sollevati dall’incarico, assieme al danno potrebbe subire la beffa: “Chi riceve una nomina in ruolo errata non potrà, come da normativa, aspirare a una supplenza a tempo determinato per il prossimo anno scolastico. Una situazione paradossale che penalizza i docenti due volte: revoca dell’immissione in ruolo e impossibilità di ricevere una nomina dalle GPS”, dice ancora D’Aprile.
Il sindacato, quindi, torna a chiedere “una svolta vera nella gestione del reclutamento”, con procedure “ponderate, rispettose dei tempi tecnici e, soprattutto, delle persone. Il personale della scuola merita rispetto, non un trattamento approssimativo e dannoso. Per queste ragioni – conclude il numero uno del sindacato Confederale à abbiamo chiesto un chiarimento urgente al Ministro per conoscere, con esattezza, come intende intervenire e con quali tempi, per porre rimedio a tali criticità e tutelare i diritti di tutti i docenti coinvolti”.