Home I lettori ci scrivono Immissioni in ruolo, sbagliare è umano, perseverare è diabolico

Immissioni in ruolo, sbagliare è umano, perseverare è diabolico

CONDIVIDI
  • Credion

Ancora una volta gli uffici scolastici stanno effettuando l’immissione in ruolo dei diplomati magistrale ante 2001/2002 inclusi con riserva nelle GAE e in attesa della sentenza di merito. Il loro contratto a tempo indeterminato conterrà la famosa clausola di risoluzione in virtù della quale, nel momento in cui arriverà la sentenza, il contratto verrà rescisso e il docente licenziato!

Il Consiglio di Stato, infatti, ha stabilito nel dicembre 2017 che i suddetti docenti non hanno diritto di permanere nelle GAE anche se il loro diploma resta abilitante, contravvenendo alle decisioni prese in precedenza dal Consiglio stesso.
Ma veniamo al danno …. E alla beffa !

Icotea

Nel momento dell’immissione in ruolo, anche con clausola risolutiva, i suddetti docenti verranno depennati dalle graduatorie d’istituto; graduatorie dalle quali attingere per il conferimento delle supplenze, anche annuali, e che saranno aggiornate a breve diventando provinciali per il prossimo biennio.

Il rischio risiede nel fatto che quando i diplomati ante 2001/2002 saranno inesorabilmente licenziati non potranno, almeno per il prossimo biennio, neppure svolgere supplenze temporanee.

In questi giorni si assiste all’ennesimo braccio di ferro tra la Ministra Azzolina, i sindacati e i partiti politici in merito al concorso straordinario secondaria; la Ministra vorrebbe una prova selettiva ma i sindacati e i partiti caldeggiano il concorso per soli titoli e servizio.
Si verrebbe, quindi, a immettere in ruolo insegnanti precari, 32.000, che hanno avuto la fortuna di aver svolto tre anni di servizio, perché di fortuna si tratta e non di merito, senza che abbiano conseguito neppure l’abilitazione.
Si arriva, quindi, al paradosso di licenziare docenti abilitati con contratto a tempo indeterminato e molti con anno di prova già superato per assumere docenti senza neanche l’abilitazione.

Chi vi scrive è un’insegnante di lingue e letteratura inglese in pensione dal 2015 dopo aver svolto 40 anni di servizio nella nostra scuola. In questi 40 anni ho assistito a tante cose che definire assurde è un “mero eufenismo”!!
Si parla tanto di abilitazione all’insegnamento tramite corsi, concorsi, CFU, crocette e non crocette senza toccare neppure il nocciolo del problema.

Già 45 anni fa, quando ero giovane insegnante alle prime esperienze, auspicavo che le Università istituissero un Corso di laurea abilitante che comprendeva, sia la parte teorica, sia, e soprattutto, la parte pratica con centinaia di ore di ore di tirocinio sul campo.

Non sono i concorsi straordinari, o ordinari, con crocette e non, e tantomeno i CFU a preparare gli insegnanti; il mestiere si impara sul campo.

In verità qualcosa è stato fatto istituendo la laurea in Scienza della formazione primaria ma, sicuramente, non basta.

Ben venga, quindi, la proposta della ministra Azzolina di istituire, finalmente, la laurea abilitante.

Mi permetto, visto che sono stata dipendente dal Ministero della Pubblica Istruzione per 40 anni, di tener presente il motto latino “Errare Humanum Est, Sed Perseverare … Diabolicum”.

Cari funzionari del Ministero “Basta essere diabolici”.

Maria Emilia Mazzola