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“In Abruzzo a rischio quattrocento lauree”

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Il Social college di Fermo, scrive Repubblica.it, sarebbe dunque una scuola abusiva che ha rilasciato negli anni Novanta inutilizzabili diplomi di assistente sociale, 411 lauree andranno al macero. E 411 laureati scopriranno di avere in mano solo un titolo valido di terza media, visto che il diploma è una truffa e la laurea conseguente in Scienze sociali è stata ottenuta con crediti scaturiti da un foglio senza valore.

 

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Il pasticcio brutto assai dell’università Gabriele D’Annunzio di Chieti e Pescara – 26mila iscritti, 53 corsi di laurea – è riemerso dal silenzio degli archivi dopo vent’anni e nel mezzo di un conflitto che sta avvelenando aule e segreterie.

Il direttore generale, ispirato da una lettera anonima e stimolato dalla valanga di denunce, lo scorso febbraio è andato a controllare di persona il database “Scienze sociali” e ha scoperto che, dei 1.783 laureati tra il 2002 e il 2007, 411 venivano dal Social college di Fermo “Ab antiqua universitate picena” inserito nel Centro studi Lattanzi.

All’inizio del 2000, scrive sempre Repubblica.it, con l’Ue che spingeva per trasformare quello di assistente sociale (e di fisioterapista e di infermiere) in un mestiere “da laurea”, gli atenei italiani hanno inventato le “triennali di corsa”. Due terzi dei crediti necessari per laurearsi venivano garantiti dagli studi di scuola media superiore fatti (in questo caso 130 su 180), i pochi crediti mancanti si potevano integrare con un’unica prova: otto esami in una sola mattina, precisamente, alla D’Annunzio.

Lo stesso Miur, con lettera del 7 marzo, ha confermato: “Il citato istituto “Social college” non è mai stato riconosciuto da questa amministrazione come ente abilitato al rilascio di titoli aventi valore legale o professionale “.

Il rischio dunque di annullare 411 lauree è più che reale come reale saranno i ricorsi che, si calcola, costerebbe all’ateneo mezzo milione di euro.