Home Generale In attesa del 1° maggio, la “Notte del lavoro narrato”

In attesa del 1° maggio, la “Notte del lavoro narrato”

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E’ la “Notte del lavoro narrato”, una notte di cultura, nella cui promozione poi si sono aggregati anche molti altri intellettuali o giornalisti, tra cui Cinzia Buccigrossi, Mimmo Caiazza, Antonio Torre, Bruno Ugolini, e Monica Zunica.

“La Notte del lavoro narrato – spiegano gli ideatori – è l’incontro di donne e uomini diversi per età, interessi, convincimenti e però accomunati da questa voglia di fare bene le cose, di trovare nel lavoro il senso di una vita più ricca e dunque più degna di essere vissuta, di contribuire tutti assieme, portando ciascuno il proprio mattoncino, al Rinascimento dell’Italia”.

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Il 30 aprile, in tutte le città, le scuole, le biblioteche, le piazze d’Italia, giovani, uomini e donne, occupati e non, racconteranno storie di lavoro. Numerosissime le adesioni all’iniziativa che si possono visualizzare sul sito lanottedellavoronarrato.org.

Si va dall’Università di Salerno, che organizza una diretta radiofonica notturna della radio di Ateneo [email protected], in collaborazione con Utv (tv universitaria) con interventi musicali, reading e performance, a Reggio Emilia dove il Servizio Officina Educativa del Comune organizza “Olio di gomito”, letture a cura dei ragazzi del progetto “Lampada di Aladino” e dalle 21 presso il Tecnopolo, più di 80 narratori, tra cui insegnanti, genitori, artisti, pensionati, artigiani, professionisti, scrittori, racconteranno il loro lavoro.

“La Notte del lavoro narrato” approderà anche nella capitale industriale del Sud, a Pomigliano d’Arco dove l’associazione culturale ‘La casa del popolo’ aprirà le porte ai cittadini, mentre a Piacenza Workcoffee ha aderito alla piattaforma culturale, invitando assessori, scrittori, artisti, disoccupati e curiosi a parlare di lavoro.

Ma le piazze della ‘Notte del lavoro narrato’ saranno anche quelle virtuali. A partire dalle 20,30 di mercoledì, infatti, inizierà una narrazione collettiva fatta di messaggi, foto e video che si propagheranno attraverso i social network (attraverso l’hashtag #lavoronarrato) e grazie alle pagine legate all’evento e diventeranno materiale per la realizzazione di un film documentario collettivo. (Labitalia)