Da qualche anno assistiamo, per situazioni particolarmente complesse, alla non ammissione alla classe successiva degli alunni con disabilità iscritti alle scuole di ogni ordine e grado.
Nel caso di sospensione del giudizio a giugno (scuole secondarie di secondo grado), accade non di rado che tali esiti negativi siano confermati anche in sede di recupero delle carenze, con la conseguente non ammissione all’anno scolastico successivo.
La Legge 19 febbraio 2025, n. 22, recante “Introduzione dello sviluppo di competenze non cognitive e trasversali nei percorsi delle istituzioni scolastiche e dei centri provinciali per l’istruzione degli adulti nonché nei percorsi di istruzione e formazione professionale”, all’art. 1 (“Sostegno allo sviluppo di competenze non cognitive e trasversali nei percorsi scolastici”), evidenzia aspetti significativi e funzionali alla programmazione didattica ed educativa individualizzata e personalizzata.
La norma dispone infatti che: «Al fine di promuovere lo sviluppo armonico e integrale della persona, delle sue potenzialità e dei suoi talenti, la cultura della competenza, di integrare i saperi disciplinari e le relative abilità fondamentali e di migliorare il successo formativo prevenendo analfabetismi funzionali, povertà educativa e dispersione scolastica, il Ministero dell’istruzione e del merito, a decorrere dall’anno scolastico successivo a quello in corso alla data di entrata in vigore della presente legge, favorisce iniziative finalizzate allo sviluppo delle competenze non cognitive e trasversali nelle attività educative e didattiche delle istituzioni scolastiche statali e paritarie di ogni ordine e grado, nel rispetto delle prerogative del collegio dei docenti».
All’art. 4 (“Sperimentazione per lo sviluppo di competenze non cognitive e trasversali nei percorsi scolastici”), la legge valorizza:
a) l’individuazione delle competenze non cognitive e trasversali il cui sviluppo è maggiormente funzionale al successo formativo degli alunni e degli studenti, garantendo che tali competenze siano accessibili a tutti gli studenti, compresi quelli con disabilità e bisogni educativi speciali, al fine di promuovere un’educazione realmente inclusiva ed equa;
b) l’individuazione di buone pratiche relative a metodologie e processi di insegnamento che favoriscano lo sviluppo delle competenze non cognitive e trasversali, nonché dei criteri e degli strumenti per la loro rilevazione e valutazione, in coerenza con la certificazione delle competenze e con le competenze chiave europee per l’apprendimento permanente;
c) l’individuazione di percorsi formativi basati su metodologie didattiche innovative che valorizzino potenzialità, motivazioni e talenti degli studenti, contribuendo alla riduzione della dispersione scolastica, sia manifesta sia implicita, anche attraverso percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento e partenariati con organizzazioni del Terzo settore e del volontariato;
d) la verifica degli effetti dello sviluppo delle competenze non cognitive e trasversali sul miglioramento del successo formativo e sulla riduzione della dispersione scolastica e della povertà educativa.
Si ritiene utile e importante la massima condivisione, con le famiglie e con le istituzioni scolastiche, degli esiti dell’attività di sperimentazione, al fine di monitorare il successo formativo di tutti gli alunni.
Giuseppe Argiolas
Presidente CIIS (Coordinamento Italiano Insegnanti di Sostegno)