Si è conclusa poche ore fa nell’aula del Senato la discussione dei disegni di legge nn. 236, 793 e 1141, riguardanti l’introduzione e il riconoscimento del profilo professionale dell’assistente per l’autonomia e la comunicazione degli alunni con disabilità nel sistema scolastico.
I relatori hanno illustrato il provvedimento, che nasce dall’unificazione di tre testi e ha l’obiettivo di dare una cornice normativa nazionale a una figura finora gestita in modo frammentato dagli enti territoriali. La legge conferma la competenza di Regioni ed enti locali, ma ridefinisce il profilo dell’assistente come operatore socio-educativo, stabilendo requisiti di accesso, percorsi di formazione, tutele contrattuali e possibilità di stabilizzazione attraverso procedure concorsuali, anche riservate a chi ha maturato esperienza pluriennale. È previsto il rispetto del contratto collettivo del comparto funzioni locali, anche in caso di appalti e subappalti, e il coordinamento con il progetto di vita della persona con disabilità.
Nel dibattito sono emerse posizioni articolate.
La maggioranza di Governo (FdI, Lega, Forza Italia, centristi) ha espresso voto favorevole, sottolineando il valore storico del provvedimento, che per la prima volta riconosce giuridicamente una figura essenziale per l’inclusione scolastica, valorizza l’esperienza maturata sul campo, contrasta il dumping contrattuale e mira a garantire maggiore uniformità territoriale e continuità educativa.
Le opposizioni (PD, M5S, AVS, Italia Viva) hanno invece annunciato il voto di astensione evidenziando alcune criticità rilevanti:
Gli assistenti all’autonomia e alla comunicazione sono circa 68–70 mila, già oggi una presenza strutturale nella scuola italiana, e che i Comuni sostengono costi molto elevati senza un adeguato contributo statale.
In conclusione, il provvedimento viene presentato dalla maggioranza come un passo decisivo di riconoscimento e dignità professionale, mentre le opposizioni lo giudicano incompleto, perché privo di un investimento economico adeguato e di una definizione pienamente vincolante delle funzioni.
Il testo licenziato dal Senato sarà trasmesso alla Camera che dovrà approvarlo definitivamente.