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Aggiornato il 18.11.2025
alle 16:23

Indicazioni Nazionali: entusiasmo del Ministro e della sottosegretaria, ma c’è ancora il passaggio alla Corte dei Conti

Il parere del Consiglio di Stato sulle Indicazioni Nazionali sta entusiasmando il Ministero dell’Istruzione.
Commenti quasi euforici arrivano sia dal ministro Valditara sia dalla sottosegretaria Paola Frassinetti.

“Quella del Consiglio di Stato è una decisione che ci riempie di soddisfazione” ha detto oggi a Bari, a margine di una visita alla Fondazione Tatarella, il Ministro che ha anche aggiunto: “Sapevamo che eravamo nel giusto, abbiamo accettato ovviamente i rilievi in uno spirito di grande collaborazione”.
E ancora: “È un’occasione di cambiamento importante per la scuola italiana, penso allo studio dell’italiano, ma anche della matematica. Si tratta di una autentica rivoluzione culturale che mette fine a decenni di cancel culture, di trascuratezza delle nostre radici e anche della nostra lingua”.

Il riferimento ai decenni di trascuratezza non è del tutto chiaro perché in realtà negli ultimi 25 anni, dopo l’arrivo dell’autonomia scolastica voluta da Luigi Berlinguer, non sono affatto mancati ministri di centro-destra (a Moratti e Gelmini in particolare vanno anche ascritte alcune delle più importanti riforme della scuola di questo secolo) o leghisti (Bussetti).
Se la scuola è stata trascurata non è dunque soltanto per responsabilità dei Governi di centro-sinistra o di quelli “tecnici” (Monti e Draghi, per intenderci).

Sulla stessa lunghezza d’onda la sottosegretaria Paola Frassinetti: “Il parere favorevole del Consiglio di Stato conferma la bontà del percorso che abbiamo portato avanti con determinazione. Le nuove Indicazioni nazionali della scuola dell’infanzia e del primo ciclo d’istruzione rappresentano un tassello fondamentale per restituire centralità ai saperi, rafforzare le competenze e rimettere al centro il ruolo degli insegnanti e delle famiglie”.

Per la verità proprio sulla questione delle competenze il Consiglio di Stato ha non poco da ridire e quindi l’entusiasmo del Ministro e della sottosegretaria appare quanto meno un po’ eccessivo.

Sulle osservazioni molto critiche del Consiglio a proposito dell’insegnamento del latino abbiamo già detto in un altro articolo, ma va detto che i rilievi non finiscono lì.

Ma adesso cosa ci si deve aspettare?
Per la verità il percorso non è ancora del tutto concluso perché prima di avere il testo definitivo del provvedimento, che dovrà essere recepito da un apposito decreto ministeriale, bisogna superare ancora un altro ostacolo.
Le Indicazioni, infatti, dovranno essere esaminate anche dalla Corte dei Conti che dovrà apporre il visto di legittimità contabile.
Si tratterà cioè di capire se le nuove Indicazioni potranno essere applicate ad invarianza di spesa.
Al Ministero si mostrano tranquilli, ma, di questi tempi, il passaggio dalla Corte dei Conti potrebbe riservare qualche sorpresa (la vicenda, di ben altre dimensioni, del Ponte sullo Stretto, dovrebbe bastare per mettere in guardia tutti quanti).

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