Registrati

Prima ora - Notizie del 2 settembre

02.09.2026
Aggiornato alle 11:29

Indicazioni Nazionali, Galli della Loggia: “La centralità dell’Occidente non è nazionalismo”

Dal 1° settembre 2026 sono in vigore le nuove Indicazioni Nazionali per il primo ciclo, volute dal ministro Giuseppe Valditara e destinate quest’anno a primaria e medie, mentre alle superiori arriveranno dal prossimo anno. Tra le novità: latino opzionale alle medie, rilancio del corsivo, pensiero computazionale e IA, centralità della grammatica, poesie a memoria, geografia di base, educazione all’empatia e, alla primaria, la Bibbia tra i testi consigliati. A guidare la sottocommissione sulla storia è Ernesto Galli della Loggia, che ha spiegato a ItaliaOggi il senso della riforma.

La centralità dell’Occidente e le critiche

Per Galli della Loggia le nuove Indicazioni segnano una vera e propria svolta rispetto a un periodo in cui, a suo dire, vigeva il “liberi tutti”, con ogni scuola libera di muoversi secondo logiche proprie. Con la riforma, spiega, si recupera “un’idea generale di scuola che fa da guida e indirizzo”, tornando così a fare politica scolastica anche sul fronte dello studio della storia.

Lo storico respinge le accuse di nazionalismo: “È una scuola che recupera il nostro passato, che ridà voce ai valori della nostra civiltà, ma non è affatto nazionalista”. Secondo Galli della Loggia, non essendo possibile approfondire allo stesso modo tutte le civiltà, è naturale dare priorità all’Occidente, “la civiltà che ha dominato il nostro mondo per quindici secoli”. Alle critiche del professor Tomaso Montanari, che ha definito le Indicazioni eurocentriche, replica parlando di “un’opposizione politica, pregiudiziale”, ribadendo che “molte delle critiche avanzate urtano contro il senso comune”.

Risorgimento e studenti stranieri

Tra le novità a cui tiene di più, Galli della Loggia indica la valorizzazione dello studio del Risorgimento, “il processo attraverso il quale si è formata l’Italia”, ritenuto per anni marginalizzato. Sul tetto del 30% annunciato da Valditara per gli studenti stranieri che non conoscono l’italiano nella stessa classe, lo storico non vede discriminazioni: “Quale vantaggio hanno gli studenti stranieri a trovarsi concentrati in classi dove l’integrazione linguistica e culturale diventa più difficile?”. Per produrre effetti reali sulla società, conclude lo storico, la riforma avrà bisogno di un ciclo di almeno dieci anni e di continuità politica di indirizzo.

Non sei ancora un utente TS+?

Registrati gratuitamente in pochi passi per ricevere notifiche personalizzate e newsletter dedicate