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Prima ora - Notizie del 2 settembre

Il Garante: “400mila studenti con disabilità tornano in classe, sostegno insufficiente e non specializzato”

Tra pochi giorni torneranno sui banchi di scuola quasi 400mila studenti con disabilità, numero in costante crescita secondo l’Istat. È soprattutto dalle classi che arriva la maggior parte delle oltre 2.500 segnalazioni giunte in un anno e mezzo di attività all’Autorità Garante nazionale delle persone con disabilità, presieduta dall’avvocato Maurizio Borgo, con esperienza in passato nei ministeri dell’Istruzione, della Salute e per la Disabilità. Nonostante l’Italia sia considerata un’eccellenza sul piano dell’inclusione scolastica fin dall’abolizione delle classi speciali nel 1977, a distanza di cinquant’anni i diritti degli studenti con disabilità non sono ancora una realtà in tutte le classi.

Sostegno insufficiente e non specializzato

In un’intervista a Repubblica, Borgo afferma che la principale difficoltà resta la scarsità delle ore di sostegno: “È un meccanismo ingiusto che tra l’altro ingolfa i tribunali, crea un’ulteriore discriminazione, perché non tutti possono permettersi l’assistenza legale per affrontare un contenzioso ed espone le casse dello Stato a spese enormi”. Il Garante segnala inoltre che resta un 20% di docenti di sostegno non specializzati, alcuni neppure nelle disabilità cognitive, ed evidenzia il nodo della continuità didattica.

Il diritto alla continuità didattica

Sulla norma del Mim che consente alle famiglie di chiedere lo stesso insegnante l’anno successivo, Borgo riconosce l’importanza della riforma ma ne segnala i limiti: “Purtroppo ancora oggi il 50 per cento degli studenti con disabilità cambia insegnante di sostegno ogni anno”. Per questo l’Autorità è intervenuta anche in casi specifici, come a Bari, dove un docente ha differito la presa di servizio per accompagnare uno studente fino alla maturità: “La continuità didattica non è una concessione, deve essere un diritto”.

Accessibilità e la rete di protezione

Solo il 40% delle scuole italiane, secondo l’Istat, è davvero accessibile agli alunni con disabilità motorie, tra edifici datati, scale senza ascensori e bagni inadeguati. Richiamando la tragedia di Pietralata, in cui una coppia si è tolta la vita insieme alla figlia con grave disabilità, Borgo sottolinea la necessità di una rete di sostegno stabile: “Le famiglie non vanno mai lasciate sole affinché non arrivino a gesti di disperazione. Servono non soltanto contributi economici, ma anche servizi domiciliari, sostegno psicologico, interventi di sollievo, continuità assistenziale”.

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