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Aggiornato il 19.09.2025
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Indicazioni nazionali: il Consiglio di Stato sospende il parere e chiede un’ampia revisione del testo [PDF]

Le Indicazioni Nazionali per infanzia e primo ciclo non passano l’esame del Consiglio di Stato che, con un documento diramato in queste ore, valuta la conformità del nuovo schema normativo a diverse disposizioni legislative nazionali e raccomandazioni europee.
Il Consiglio di Stato evidenzia la necessità di una revisione approfondita dell’Analisi di Impatto della Regolamentazione (AIR), ritenuta incompleta e inadeguata nel delineare le ragioni dell’intervento e i suoi potenziali effetti.
Vengono inoltre sollevate diverse criticità specifiche, tra cui l’indeterminazione finanziaria, la mancanza di dati per la scuola dell’infanzia e alcune incongruenze riguardanti l’insegnamento di specifiche materie come la storia e il latino.

Secondo il Consiglio manca una descrizione puntuale delle inadeguatezze delle Indicazioni vigenti e delle parti ritenute carenti, con un’analisi superficiale dei “cambiamenti epocali”.
Vengono rilevate lacune nei dati quantitativi, assenti per la scuola dell’infanzia e disomogenei temporalmente, e l’omissione del settore dell’editoria tra i destinatari.
Viene poi criticata la vaghezza di concetti chiave come la “rigenerazione del paradigma formativo” e la “dispersione digitale”, senza definizioni univoche, portata dimensionale o strumenti correttivi e indicatori misurabili.Un altro punto è la parziale considerazione del parere del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione (CSPI).
Non vengono fornite motivazioni adeguate per non aver recepito le osservazioni del CSPI, specialmente riguardo l’impostazione dell’insegnamento della storia.
Sussistono poi perplessità sull’insegnamento facoltativo del latino (LEL), con il rischio di aumentare le disparità tra studenti e di creare problematiche organizzative per il personale docente. L’indeterminatezza sul “quando” dell’integrazione del LEL nel quadro orario rende tale insegnamento provvisorio.Il Consiglio di Stato ha anche sollevato questioni di coerenza normativa e formale.
Viene evidenziata la necessità di rendere coerenti alcune locuzioni con l’articolo 34 della Costituzione, riferendosi a “tutti” (termine usato nella Carta) e non solo ai “cittadini” (termine usato nelle Indicazioni).
Infine, sono state rilevate numerose imprecisioni formali, refusi e suggerimenti di revisione linguistica in tutto il testo, sia nello schema di regolamento che nelle Indicazioni stesse.
Il documento del Consiglio di Stato si conclude in modo lapidario: “Si sospende l’espressione del parere, nelle more degli adempimenti di cui in motivazione”

Testo del parere, sospeso in attesa degli adempimenti richiesti.

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