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29.06.2026

Indicazioni 2026, cosa cambia in letteratura italiana nella versione per il CSPI: ritornano Dante e Manzoni, arrivano nuovi suggerimenti di autori del ‘900

In vista del passaggio al CSPI, il testo della Indicazioni per i licei ha subito modifiche significative.
Un capitolo molto discusso riguarda la letteratura italiana e soprattutto le letture suggerite.
Esaminando il passaggio dalla prima bozza per il Liceo Classico alla versione trasmessa al CSPI si constata secondo molti esperti un significativo raffinamento metodologico e contenutistico, con un’attenzione particolare alla didattica della scrittura, alla gestione dell’intelligenza artificiale e al ruolo dei grandi classici della letteratura italiana.

Il ritorno di Manzoni e la nuova scansione di Dante

Una delle differenze più vistose riguarda il trattamento de I Promessi Sposi. Nella prima versione, si suggeriva che il romanzo di Manzoni non dovesse più essere considerato un «classico contemporaneo» e si lasciava al docente la libertà di sostituirlo nel biennio con letture meno complesse, rimandandone lo studio al quarto anno.
La versione trasmessa al CSPI inverte drasticamente questa rotta: il romanzo torna a essere obbligatorio al biennio, definendolo l’unica opera, insieme alla Commedia di Dante, la cui lettura debba restare imprescindibile per l’importanza storica e linguistica.

Anche lo studio della Commedia di Dante subisce una variazione temporale: se la prima bozza prevedeva di esaurirne la lettura tra il terzo e il quarto anno per liberare il quinto anno a favore della letteratura post-unitaria, la versione definitiva estende lo studio del poema dantesco su tutto il triennio (terzo, quarto e quinto anno).
Sia la prima bozza che la versione trasmessa al CSPI insistono sulla necessità di selezionare pochi testi per studiarli in profondità. Tuttavia, la versione per il CSPI amplia sensibilmente gli elenchi di autori suggeriti.

Nuove letture suggerite

Per il Biennio vengono aggiunti nomi come Salgari, Buzzati, Grazia Deledda, Anna Maria Ortese e Rigoni Stern. Tra i contemporanei, compaiono Paolo Cognetti ed Elena Ferrante in sostituzione o aggiunta ad altri.
Per il Quinto Anno la lista degli autori post-unitari si infoltisce notevolmente, includendo figure come De Roberto, Tozzi, Bacchelli, Amelia Rosselli, Eco e molti altri.
Viene suggerita anche la lettura di testi di critica letteraria e saggi internazionali di grande attualità (es. Frank Furedi che molte polemiche ha suscitato anche in occasione del suo inserimento fra le tracce della Maturità) per inquadrare meglio il ruolo della cultura e delle donne nella storia.

Il documento trasmesso al CSPI formalizza meglio il concetto di “testi di accesso”, ovvero brani esemplari da cui dedurre le caratteristiche di un autore o di un’epoca, evitando di partire da biografie o schemi preconfezionati. Per quanto riguarda la grammatica, entrambi i testi avallano l’uso della moderna “analisi in costituenti” (sintagmi), ma la versione CSPI specifica meglio il ruolo del sintagma nominale e verbale come punto di partenza per l’analisi della frase.

Un’intera nuova sezione viene dedicata alla scrittura, assente in forma così strutturata nella prima bozza. Si sottolinea la necessità che gli studenti scrivano di più, non solo temi, ma anche riassunti, riscritture e argomentazioni sintetiche. Compare inoltre un’attenzione inedita al “galateo digitale”, come la capacità di scrivere email corrette e gestire file di testo.

Un ruolo più attivi per l’Intelligenza Artificiale

Mentre la prima bozza accennava all’IA principalmente per valutare differenze stilistiche e affidabilità dei testi, il documento per il CSPI approfondisce la questione in modo più tecnico e critico. Si parla di “IA-taliano” o italiano sintetico e si invita a studiare i meccanismi probabilistici dei chatbot per comprenderne i limiti, le “allucinazioni” e le implicazioni etiche legate al diritto d’autore e alla protezione dei dati. Viene ribadito con forza che non si possono delegare all’IA compiti cognitivi complessi prima di averli acquisiti in autonomia.

In sintesi, la versione trasmessa al CSPI appare come un documento più strutturato, che cerca di bilanciare un forte ritorno alla tradizione (Manzoni obbligatorio, Dante nel quinto anno) con una modernità più consapevole e critica verso le nuove tecnologie e le competenze comunicative pratiche.

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