Le Nuove Indicazioni Nazionali per il primo ciclo, come sappiamo, dovrebbero entrare in vigore il prossimo 1° settembre 2026. Com’è noto il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara è al lavoro anche per quanto riguarda le Nuove Indicazioni per il secondo ciclo.
Ma quali sono le tempistiche? Secondo Italia Oggi stanno per essere pubblicate, addirittura nelle prossime ore, per l’avvio della consultazione pubblica. Poi il documento sarà sottoposto al Cspi e ad altri organi di controllo prima della firma definitiva del ministro.
Ecco le parole di Valditara al punto stampa a margine della Fiera Didacta Italia 2026 in merito alle Indicazioni del secondo ciclo in arrivo: “La coordinatrice è sempre la professoressa Loredana Perla. So che le commissioni hanno concluso i loro lavori, hanno trasmesso i lavori agli uffici del Ministero e quindi sta procedendo l’iter”.
La commissione guidata dalla professoressa Loredana Perla ha completato il lavoro per la revisione dei programmi: lo ha confermato il 23 marzo all’Ansa. Ecco le parole dell’esperta, riportate da Il Messaggero: “Abbiamo concluso il nostro lavoro e lo abbiamo consegnato, sarà poi il ministero dell’Istruzione a darne comunicazione e fornire i particolari”.
La revisione dei programmi di studio di studio sarebbe tra le priorità dell’indirizzo politico istituzionale del Ministero per l’anno 2026. La proposta di riforma entrerà in vigore presumibilmente da settembre 2027.
Torna la geografia, come materia autonoma – addio alla “geostoria” –, ma in compenso la storia sarà incentrata più sull’eredità dell’Occidente e meno sul resto del mondo. L’Eurasia e l’Estremo Oriente faranno capolino invece nei programmi di lingue, dove verranno introdotti dei sillabi specifici per il russo e il cinese, che mancavano nelle vecchie indicazioni.
Lo studio del greco antico, inoltre, scrive La Repubblica, prevederà la drammatizzazione come strumento didattico.
Anche le ore di italiano saranno ispirate al principio del “primato della lingua italiana “richiamato dalla Corte Costituzionale. Ci sarà un paragrafo specifico anche sull’Intelligenza artificiale che dovrebbe essere impiegata trasversalmente un po’ in tutte le discipline – previa (si suppone) accurata formazione dei docenti che in genere dei nuovi chatbot ne sanno assai meno dei loro alunni.