“Abbiamo appreso recentemente che la riforma dei licei”, attraverso le Nuove indicazioni nazionali, “prenderà avvio nell’anno scolastico 2027/28. Abbiamo preso visione di questa bozza, l’abbiamo analizzata e fatto avere alla Commissione le nostre osservazioni. Certo, pensavamo che l’ingresso della riforma si realizzasse nel 2028 e ora, chiaramente, i tempi sono molto compressi”. L’ha detto Giorgio Riva, presidente del Gruppo educativo dell’Associazione Italiana Editori e amministratore delegato del Gruppo editoriale La Scuola, a colloquio con ‘La Tecnica della Scuola’.
“Come associazione – ha proseguito l’alto dirigente dell’Aie – noi ci aspettiamo che al più tardi nella seconda metà di giugno il documento definitivo della Commissione venga inviato al Consiglio superiore per l’istruzione”. E quindi approvato in via definitiva.
La fretta appare inevitabile: a seguito delle novità contenute nelle Nuove Indicazioni nazionali ci sono da cambiare milioni di libri, che vanno riscritti, impaginati, stampati, messi a disposizione delle scuole e poi venduti.
“Sulla base di questo – ha precisato Riva – , noi cominceremo a lavorare sui libri di testo, con tempi nuovamente compressi, come è stato per la riforma del primo ciclo. Certo, faremo di tutto per essere nuovamente pronti con le novità e gli adeguamenti sul catalogo per l’inizio del 2027, per poter presentare appunto i libri di testo agli insegnanti per il prossimo processo nazionale che si terrà tra febbraio e maggio 2027”.
Nel corso dell’intervista, Riva ha detto che “nel 2013 il digitale aveva un significato abbastanza diverso da quello attuale” e quindi il decreto Carrozza 781 del 2012”, attuativo della Legge n. 221/2012, “crediamo che vada rivisto”.
“Oggi parliamo di oltre 5 milioni di contenuti didattici integrativi che sono abbinati ai libri di testo: il 96% delle adozioni sono sul cosiddetto libro misto, cioè composte del libro cartaceo con l’ebook interattivo e da contenuti digitali integrativi”.
“Certamente – ha continuato l’esponente dell’Aie – ci troviamo oggi a una riconferma del ruolo centrale del libro di testo a supporto dell’insegnamento e dell’apprendimento, non il testo moderno, che non era più quello del 2012, ma sempre però fatto sviluppato da parte di editori con professionalità scientifica e con fondamenti pedagogici, con attenzione pedagogica”.
Infine, Riva ha parlato dell’influenza delle nuove tecnologie sulla realizzazione dei libri di testo: “Noi già stiamo come editori, offrendo strumenti basati sulla sull’intelligenza artificiale, in particolare a supporto del lavoro dei docenti e in alcuni casi anche degli studenti, tenendo conto che forniamo servizi che si basano sui motori di intelligenza artificiale, applicati però ai nostri contenuti, certificati e validati scientificamente. Questo è un aspetto estremamente importante, perché l’errore che non si deve fare è di utilizzare questi potentissimi strumenti tecnologici, assolutamente utili, su contenuti invece non certificati”.