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20.05.2026
Aggiornato alle 12:05

Nuove Indicazioni nazionali licei, CISL Scuola: “Libertà di insegnamento minacciata dalla tirannia della maggioranza”

Indicazioni e non Programmi: una distinzione che non è solo formale, ma di sostanza. Implica il rispetto dell’autonomia scolastica nella progettazione del curricolo e della libertà di insegnamento garantita dalla Costituzione. Su questo principio si fondano le osservazioni inviate dalla CISL Scuola e dall’associazione IRSEF IRFED alla Commissione per la Revisione delle Indicazioni Nazionali per i Licei, attualmente in consultazione.

Le critiche al testo

Entrambe le organizzazioni muovono da un punto fermo: le Indicazioni nazionali devono configurarsi come un Livello essenziale delle prestazioni, non come un programma esaustivo. La CISL Scuola, pur esaminando anche i contenuti disciplinari, concentra l’attenzione sul metodo e sull’impianto generale, rilevando “una sostanziale disomogeneità tra le singole discipline, quasi sia mancata una regia centrale in grado di compiere scelte tra loro compatibili”. Da qui la richiesta di un confronto professionale più vero con le scuole, che “potrebbe ancora far emergere l’effettiva sostenibilità degli obiettivi di apprendimento proposti”.

Critiche significative riguardano la Premessa, giudicata distante dalla realtà delle aule: l’idea di studente che emerge appare slegata dai contesti segnati da difficoltà, disuguaglianze e fragilità. All’enfasi su talenti e merito non corrisponde alcun riferimento all’equità, né alle più recenti acquisizioni della psicologia e delle neuroscienze sull’apprendimento. Predomina invece una visione trasmissiva del sapere, con scarsa attenzione alle competenze critiche e nessun accenno alle pratiche laboratoriali. Viene infine definito anacronistico il “primato” della cultura occidentale, già presente nelle Indicazioni per il primo ciclo e giudicato fuori luogo nell’attuale contesto globale. Osservazioni puntuali sono dedicate, in entrambi i documenti, alle discipline trasversali a tutti i percorsi, in particolare Storia e Lingua e letteratura italiana.

Libertà di insegnamento minacciata

Leggendo il documento della CISL Scuola, una parte interessante è quella sulla libertà di insegnamento minacciata dalla “tirannia della maggioranza”.

Il sindacato denuncia che la sezione sulla valutazione, imponendo rubriche e criteri condivisi a livello di dipartimento, rischia di trasformare la collegialità in uno strumento di pressione sui docenti, svuotando di fatto un diritto costituzionalmente garantito.

Ecco di seguito il passaggio: “Nella parte sulla ‘Valutazione nei licei: fra valorizzazione, merito e orientamento’, a una prima parte densa di spunti assolutamente condivisibili, che traducono in esempi pratici quanto già previsto dal D.Lgs 62/2017 (la funzione formativa ed educativa della valutazione, la natura del feedback), seguono dei passaggi discutibili: ‘Tale visione richiede, infine, di superare l’individualismo della pratica docente per approdare a una solida dimensione collegiale… La condivisione di rubriche, checklist e criteri comuni a livello di dipartimento, oltre che di classe, garantisce omogeneità al processo, evitando il rischio di autoreferenzialità e trasformando il giudizio in un atto di responsabilità condivisa’ rischia di tradursi in una sorta di tirannia della maggioranza (anche con la possibilità che siano imposte, come del resto capita, prassi disfunzionali) che cozza contro il principio della libertà di insegnamento e contro l’autonomia delle scelte didattiche. Un conto, infatti, prevedere che i docenti debbano utilizzare rubriche, criteri, feedback; altro conto imporre l’utilizzo di specifici strumenti scelti a livello collegiale (tra l’altro anche da gruppi di lavoro formati da insegnanti della stessa materia o area disciplinare= dipartimenti che sono organismi collegiali non organi) a volte avulsi dalla realtà concreta della classe e dalle specifiche scelte didattiche che devono restare patrimonio del docente”.

Leggi i documenti

Cisl Scuola

IRSEF IRFED

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