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22.04.2026

Indicazioni Nazionali licei: i docenti devono avere “amore” per lo studio, non solo aggiornarsi. La premessa

Indicazioni Nazionali secondo ciclo: oggi, 22 aprile, la commissione ministeriale ha approvato il testo con cui il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara sta riformando i “programmi” della scuola secondaria di secondo grado.

La bozza è stata pubblicata sul sito del Ministero dell’Istruzione e del Merito. A corredo del testo, diviso per liceo, è stata diffusa anche la premessa. Eccone i principali punti, soprattutto in merito alla figura del docente:

Ecco un riassunto dei punti chiave del testo, con particolare attenzione alla figura del docente:

  • Identità culturale dei Licei: il Liceo è presentato come una scuola che struttura una forma mentis capace di “vedere teoretico”, ovvero la capacità di interrogare criticamente la complessità, connettere i saperi e formulare giudizi fondati.
  • La scuola dell’adolescenza e il rapporto con la lingua: i Licei qualificano il tempo dell’adolescenza come momento di costruzione della soggettività. In questo contesto, è centrale la conquista di un rapporto “colto” con la propria lingua attraverso tutte le discipline.
  • Centralità dello studio e del testo: lo studio è considerato la base dell’educazione e richiede un’applicazione rigorosa. Lo strumento essenziale è il libro (o testo digitale), poiché l’incontro con l’estraneità culturale delle fonti aiuta a superare l’autoreferenzialità.
  • La nuova figura del docente come studioso: il testo sottolinea con forza che la scuola esige dai docenti una preparazione scientifica e culturale rigorosa. Il docente non si limita ad “aggiornarsi” ma propriamente “studia”, restando in dialogo costante con la cultura del proprio tempo e le novità della propria disciplina. È solo l’amore per lo studio del docente che può trasmettersi alle giovani generazioni, trasformando la scuola in una comunità intellettuale unita da una “conversazione colta e appassionata”.
  • Scuola del merito e della libertà: Il Liceo valorizza i talenti individuali all’interno di un quadro normativo e relazionale. Qui il ruolo del docente è cruciale nel porre regole che fungano da “confini” e nell’offrire contesti dove l’errore sia visto come parte della crescita.
  • Educazione all’empatia e alle relazioni: l’agire educativo richiede un incontro interpersonale profondo. Il docente agisce come guida che aiuta lo studente a tradurre l’esperienza in simbolo e il vissuto in sapere, attraverso un patto formativo che coinvolge l’identità di entrambi. I docenti devono inoltre essere esempi viventi della “prossemica del rispetto” (comunicazione non verbale e tono di voce).
  • La sfida dell’Intelligenza Artificiale: l’IA è vista come una sfida antropologica che richiede di riaffermare il primato della persona. Il docente diventa un’insostituibile guida e mediatore, l’unico capace di garantire che la tecnologia non porti a un’evanescenza della dimensione sociale dell’apprendimento. I docenti devono farsi “architetti di ambienti di apprendimento” dove l’IA sia uno strumento governato e non sostitutivo.
  • Finalità formative e talenti: il fine è la formazione integrale della persona, stimolando il potenziale cognitivo (talento) di ogni studente per espandere le sue opportunità di emancipazione.
  • Internazionalizzazione e orientamento: l’internazionalizzazione è una pratica educativa che connette la crescita personale alla cittadinanza globale. L’orientamento diventa sistemico e mira a ridurre l’abbandono scolastico e il mismatch tra formazione e lavoro.
  • Formazione scuola-lavoro: le esperienze esterne non sono addestrative ma formative, permettendo agli studenti di vedere come i saperi scolastici siano strumenti per trasformare la realtà. In questo ambito, emerge la figura del docente tutor a supporto dello studente.
  • Organizzazione del curricolo: il curricolo è un progetto culturale unitario e condiviso collegialmente. Il lavoro dei docenti deve superare l’individualismo per approdare a una dimensione collegiale forte, espressa nel Collegio dei Docenti, nei Dipartimenti e nei Consigli di Classe.
  • La valutazione come orientamento: la valutazione non è una semplice misurazione di dati, ma un processo multidimensionale e uno strumento di orientamento. Il motore della valutazione è il feedback del docente, che deve essere analitico e orientativo per rendere lo studente protagonista del proprio miglioramento. L’innovazione tecnologica nella valutazione deve restare subordinata al giudizio esperto e alla sensibilità pedagogica del docente.

L’annuncio del Mim

Si apre ora la fase di consultazione con il mondo della scuola. Per la prima volta le Indicazioni saranno inviate specificamente anche ai rappresentanti delle Consulte studentesche. Il Ministro le adotterà ufficialmente solo al termine del percorso di ascolto della comunità scolastica. 

Ecco la scheda del Mim: “Con il testo licenziato dalla commissione ministeriale e da oggi offerto alla consultazione pubblica e ai diversi stakeholders, l’Italia compie un passo significativo nella ridefinizione del secondo ciclo di istruzione. Non si tratta di una semplice revisione di programmi: è un ripensamento strutturale della funzione formativa del Liceo, del rapporto tra discipline e tra scuola e società. 

Una delle novità più rilevanti sul piano didattico-epistemologico è l’introduzione di una sezione intitolata “Perché studiare questa disciplina”. Questa sezione pone un’esigenza che è epistemologica e didattica insieme: illuminare il valore formativo di ogni disciplina, agganciando i saperi appresi alla realtà contemporanea e alla motivazione ad apprendere degli studenti. 

Forse la novità più attesa dagli addetti ai lavori: la Geostoria scompare. Al primo biennio, Storia e Geografia tornano a configurarsi come discipline distinte, ciascuna con la propria specificità metodologica e, per la Geografia, con manuali propri. La Geografia recupera la sua autonomia scientifica e torna a formare cittadini capaci di orientarsi nella complessità del mondo contemporaneo. La Storia, invece, estende il proprio arco temporale fino alla svolta cinese e ai nuovi equilibri geopolitici, con una scansione che dal nucleo euro-occidentale si apre progressivamente ai nuovi scenari globali. La centralità della storia dell’Italia e dell’Occidente non è un ripiegamento provinciale: è riconoscimento dell’eredità universale che quella tradizione ha consegnato al mondo moderno — la statualità, i diritti della persona, i fondamenti della ricerca scientifica.

La scelta di incentrare lo studio della storia sulle vicende dell’Italia e dell’Occidente risponde a un’esigenza di profondità, non di chiusura e ovviamente non significa affatto non studiare le altre civiltà e la loro storia.

Le nuove Indicazioni di matematica non si limitano a riordinare i nuclei tematici: propongono un ripensamento profondo della disciplina come esperienza intellettuale. Le tecniche restano, ma cessano di essere il fine. Diventano strumenti per comprendere concetti, modelli e decisioni — ovvero per esercitare quella cittadinanza attiva e critica che è l’obiettivo ultimo del percorso liceale.

Tre novità strutturali meritano attenzione. La prima: l’errore è riconosciuto come parte integrante del lavoro intellettuale, momento fecondo da attraversare con consapevolezza — non stigma da evitare. La seconda: per la prima volta, le Indicazioni trattano esplicitamente il tema dell’intelligenza artificiale, affidando alla matematica il compito di fornire i concetti e il linguaggio che stanno alla base dei sistemi di AI. La terza: il quinto anno introduce uno spazio strutturato di approfondimento in cui lo studente connette la matematica alla scienza, alla storia delle idee o ai propri interessi personali.

Questa apertura interdisciplinare e alla storia del pensiero matematico riposiziona la disciplina: non più torre d’avorio, ma sistema di idee in dialogo con tutti gli ambiti del sapere.

In attuazione della Legge 132/2025 e dell’AI Act europeo, l’intelligenza artificiale entra nei Licei non come oggetto di fascinazione tecnologica, ma come territorio critico da governare. L’obiettivo è formare una coscienza digitale capace di distinguere tra la simulazione algoritmica — la doxa — e il sapere validato — l’epistéme. L’IA è al tempo stesso oggetto di studio e dispositivo metodologico: gli studenti imparano a usarla consapevolmente, ma anche a interrogarla, a riconoscerne i limiti, a tutelarne i confini rispetto alla propria libertà intellettuale. Il pensiero matematico e il pensiero critico diventano le due leve attraverso cui la scuola presidia l’autonomia del soggetto nell’era degli algoritmi.

L’obiettivo non è addestrare studenti all’uso degli strumenti digitali: è formarli a governarli con consapevolezza.

Il rilancio della lettura come pratica identitaria è uno dei fili rossi delle nuove Indicazioni. Lo scopo dell’insegnamento letterario è che gli studenti prendano gusto alla lettura — e che da ciò che leggono ricavino strumenti per capire meglio se stessi e il mondo. Una formulazione semplice, quasi disarmante, ma di grande densità pedagogica. La letteratura del passato è presentata come specchio dell’esperienza umana da mettere in relazione con quella ancora acerba degli studenti. Leggere i classici non è un atto di deferenza verso il canone: è un modo per capire da dove si viene, cosa si pensa, cosa si desidera. E per poter cambiare, crescere, auto-crearsi. La lingua italiana, in questo quadro, è bene culturale da salvaguardare — lo ribadisce la Corte costituzionale — e strumento di accesso alla conoscenza in un contesto plurilingue.

La Filosofia nei Licei assume una doppia caratterizzazione. Da un lato è pratica concreta — esercizio di riflessione, interrogazione, giudizio, argomentazione. Dall’altro consegna un sapere storico e teorico, una tradizione di autori e testi da conoscere e approfondire. Le due dimensioni non si escludono: si integrano nella formazione di studenti capaci di argomentare una tesi anche in forma scritta, di riconoscere la diversità dei metodi con cui la ragione giunge a conoscere il mondo. Un approccio che richiede ai docenti di uscire dalla comodità del commento storiografico per entrare nella dimensione del laboratorio del pensiero — dove l’errore, l’incertezza e il conflitto tra posizioni diverse diventano risorse e non ostacoli.

In continuità con la scuola del primo ciclo, i Licei dedicano ampio spazio all’educazione emotiva e relazionale così come al contrasto di ogni forma di violenza e di discriminazione. Il rispetto è riconosciuto come presupposto etico che precede e fonda l’agire civile: non una norma da rispettare, ma una disposizione da coltivare. La scuola è chiamata a costruire i fondamenti della convivenza pluralistica, dove l’inclusione non è concessione ma architrave della cultura occidentale moderna. La cura delle relazioni e dell’empatia è presentata come dimensione strutturale del curricolo — non come aggiunta soft alla formazione disciplinare. Una scelta che interpella in modo diretto la professionalità docente e la cultura organizzativa delle scuole”.

I prossimi passi

Dopo la pubblicazione del documento sarà sottoposto al Cspi e ad altri organi di controllo prima della firma definitiva del ministro prima dell’adozione, presumibilmente, nel settembre 2027.

Le novità

Torna la geografia, come materia autonoma – addio alla “geostoria” –, ma in compenso la storia sarà incentrata più sull’eredità dell’Occidente e meno sul resto del mondo. L’Eurasia e l’Estremo Oriente faranno capolino invece nei programmi di lingue, dove verranno introdotti dei sillabi specifici per il russo e il cinese, che mancavano nelle vecchie indicazioni.

Lo studio del greco antico, inoltre, scrive La Repubblica, prevederà la drammatizzazione come strumento didattico.

Anche le ore di italiano saranno ispirate al principio del primato della lingua italiana “richiamato dalla Corte Costituzionale. Ci sarà un paragrafo specifico anche sull’Intelligenza artificiale che dovrebbe essere impiegata trasversalmente un po’ in tutte le discipline – previa (si suppone) accurata formazione dei docenti che in genere dei nuovi chatbot ne sanno assai meno dei loro alunni.

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