Lo scorso 16 luglio è uscito, nelle sale italiane, l’ultimo film kolossal tanto atteso firmato Christopher Nolan, “Odissea“, ispirato ovviamente all’opera di Omero. In un editoriale pubblicato su Libero il giornalista Antonio Socci ha collegato il successo della pellicola agli sforzi del ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara di riportare “in voga” i classici dell’epica greca, così come contenuto nelle Nuove Indicazioni Nazionali.
Ecco alcuni stralci dell’intervento: “L’Odissea di Christopher Nolan, criticatissima per molti aspetti, se non altro ha acceso l’interesse di tanti giovani per il poema omerico. Per la società dell’opera vera. È una clamorosa conferma per il Ministero dell’Istruzione e del Merito. Infatti nelle bozze delle indicazioni nazionali sui programmi, che stanno circolando, per il primo biennio della Scuola secondaria, si definisce ‘essenziale’ far conoscere agli studenti ‘quei poemi epici classici che sono in vario modo a fondamento della civiltà europea (Omero, in particolare l’Odissea, e l’Eneide di Virgilio)’.
“A cui il Ministero di Valditara aggiunge alcune pagine della Bibbia come ‘grande codice’ di ispirazione delle letterature (e di tutte le altre arti): un testo che sta alle fondamenta della nostra civiltà. Jorge Luis Borges sintetizzò, con poche parole, un canone pressoché identico: ‘Per molti secoli quelle tre storie – la guerra di Troia, il viaggio di Ulisse e, al di sopra di primi due, la vita di Gesù – sono bastate all’umanità’. Le tre opere capitali per l’umanità attorno a cui ruota la letteratura. Lo scrittore argentino aggiungeva, al canone proposto da Valditara, i testi biblici che lo avevano impressionato: Giobbe e l’Ecclesiaste. Dunque la scelta del Ministero ha una conferma molto autorevole. Pure l’Eneide, in cui Virgilio lega la cultura greca e roma, troverebbe senz’altro d’accordo Borges, data la sua passione dantesca”.
In Nove saggi danteschi lui immagina un’immensa biblioteca di tutte le culture e le civiltà: ‘Non c’è cosa sulla terra che non sia anche lì. Ciò che fu, ciò che è e ciò che sarà, la storia del passato e quella del futuro, le cose che ho avuto e quelle che avrò, tutto questo ci aspetta in qualche angolo di quel tranquillo labirinto’; ebbene, conclude, ‘Il poema di Dante è questa illustrazione di vastità universale’. Dopo una simile apoteosi chi può contestare la scelta del Ministero di dare centralità al poema dantesco nel triennio delle superiori: ‘La Commedia ha un posto speciale nella nostra storia letteraria ed è giusto che lo abbia anche a scuola’. Fra l’altro Borges, in quei saggi, ripete un consiglio prezioso per insegnanti e studenti: ‘Voglio insistere sul fatto che nessuno ha il diritto di privarsi della gioia della Commedia, della gioia di leggerla in modo ingenuo. Dopo verranno i commenti, il desiderio di conoscere il significato di ogni singola allusione mitologica, di vedere come Dante abbia ripreso come un gran verso di Virgilio e l’abbia forse migliorato traducendolo. Ma all’inizio dobbiamo leggere il poema di Dante con la fede di un bambino, abbandonarci ad esso; ed esso ci accompagnerà per tutta la vita. Sono tanti anni che la Commedia mi accompagna, e so che se la leggerò domani vi troverò cose che finora non ho visto. So che questo libro durerà ben oltre la mia veglia e le vostre veglie’.
Infine il Ministero, per la letteratura italiana, dà un’altra indicazione sacrosanta: ‘È opportuno che I Promessi sposi di Alessandro Manzoni si leggano al secondo anno per l’importanza che questo romanzo ha avuto nella storia linguistica, culturale e civile del nostro Paese’. Resta, con la Commedia, una lettura obbligatoria”.
I programmi dei licei stanno per cambiare. Il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara annuncia che le nuove Indicazioni nazionali, elaborate dalla Commissione presieduta da Loredana Perla dopo oltre un anno di lavoro e una consultazione con scuole, associazioni disciplinari e Consulte studentesche, sono state inviate al Consiglio superiore della pubblica istruzione per il parere consultivo, che ha dato parere positivo. L’entrata in vigore è prevista per il 2027, dopo che le nuove Indicazioni per il primo ciclo sono già operative da questo settembre.
Due le direttrici principali indicate dal ministro: “rafforzare la consapevolezza di un’identità e realizzare la rivoluzione delle materie STEM”. Sul primo fronte, i programmi di storia daranno ancora più spazio alla centralità dell’Occidente, dell’Europa e dell’Italia, “senza preclusioni alla conoscenza delle altre civiltà”. Restano cardini dello studio letterario Dante, Manzoni e – novità – l’obbligo di studiare Omero e l’Odissea, insieme ad alcuni brani della Bibbia “non per una visione religiosa, ma perché costituiscono ispirazione fondamentale della letteratura e dell’arte occidentale”. Grande attenzione anche alla storia dell’arte e al patrimonio artistico legato ai territori. Sul fronte della lettura, le Indicazioni prevedono che nel primo biennio vengano letti almeno sei libri cartacei: “uno stimolo necessario per lo sviluppo delle capacità cognitive dei giovani”, sottolinea Valditara in un’intervista a Italia Oggi, in continuità con l’eliminazione del cellulare dalle scuole. I Promessi sposi, dopo le polemiche sulle bozze che li collocavano al quarto anno, restano al secondo: “È opera fondamentale per comprendere la storia linguistica, culturale e civile del nostro Paese”, ha chiarito il ministro.
Nello studio della filosofia viene recuperata la dimensione cronologica, integrata da approfondimenti tematici. Novità rilevante: l’inserimento dello studio delle radici filosofiche della Costituzione, con riferimento al dibattito dell’Assemblea Costituente su concetti come democrazia, libertà, sovranità popolare e separazione dei poteri. Per la matematica, la rivoluzione consiste nel “partire dall’osservazione della realtà per arrivare alla teoria”. Infine, l’intelligenza artificiale entrerà nei licei sia come materia di studio sia come strumento per potenziare le discipline STEM, con l’obiettivo di imparare a utilizzarla in modo critico.