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18.09.2025

Indicazioni nazionali: l’opposizione cavalca il parere del Consiglio di Stato

Il parere del Consiglio di Stato (negativo secondo alcuni commentatori ma interlocutorio secondo il Ministro) sullo schema di regolamento relativo alla Nuove Indicazioni nazionali sta offrendo l’occasione a sindacati e opposizione di togliersi qualche sassolino dalla scarpa.

Dicono i parlamentari del M5S: “Ancora una volta Giuseppe Valditara dimostra quanto sia fuori posto nel ruolo che ricopre. Non serve l’opinione di noi del M5S : basta leggere le parole del Consiglio di Stato, che parla di analisi ‘inadeguata’ e individua carenze e criticità tali da sospendere il parere sui nuovi programmi scolastici. Un ministro dell’Istruzione che non è in grado neppure di produrre un impianto regolatorio solido e convincente si rivela per quello che è: una persona inadeguata”.

“Il parere del CdS – dichiara Irene Manzi, responsabile scuola del PD – conferma le preoccupazioni che abbiamo più volte espresso in questi mesi e che sono emerse dopo l’ampio confronto con il mondo della scuola e quello accademico avviato dal Pd. Le criticità principali riguardano l’insufficienza dell’analisi di impatto, l’indeterminatezza dei costi e la mancanza di un adeguato coinvolgimento delle scuole nel processo di revisione”.

In particolare – aggiunge Manzi – colpisce l’osservazione sullo studio della storia, la cui impostazione può apparire eccessivamente identitaria, con il pericolo di ridurre lo spazio allo sviluppo del pensiero critico, il fatto che alcune espressioni non rispecchino pienamente il dettato dell’art. 34 della Costituzione e il principio di inclusività e che le conoscenze elencate appaiano vincolanti più che orientative, riducendo l’autonomia delle istituzioni scolastiche”.

 “Il mancato parere del Consiglio di Stato – sottolinea per parte sua la Flc-Cgil – rappresenta una sonora bocciatura delle Indicazioni Nazionali 2025 che, fin dalla prima bozza per il dibattito pubblico, abbiamo valutato come una pericolosa operazione di revisione della cultura democratica della scuola e del Paese”.
“Abbiamo da subito chiarito – continua la nota–  che le Indicazioni Nazionali non erano un testo emendabile viste le numerosissime criticità rilevate dal mondo della scuola, dell’associazionismo professionale, dell’Università, della ricerca e dalla stessa società civile. Anche le modifiche apportate alla versione finale non ne hanno cambiato l’impianto ideologico identitario e anacronistico”.
La segretaria nazionale Gianna Fracassi ricorda infine che, con il Tavolo nazionale per la scuola democratica, una rete di 23 soggetti collettivi impegnati nel mondo dell’educazione, la Flc sta promuovendo per il prossimo 18 ottobre una mobilitazione nazionale “contro il modello autoritario di scuola che emerge dalle nuove Indicazioni”.

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