
L’Associazione Nazionale Pedagogisti Italiani (ANPE), custode della cultura educativa e promotrice instancabile di una scuola capace di pensare, sentire e trasformare, interviene con responsabilità e determinazione rispetto alle prime riflessioni rese pubbliche dal Ministro dell’Istruzione e del Merito, Prof. Giuseppe Valditara, in merito alla riformulazione delle Indicazioni Nazionali per la scuola secondaria. I dati emersi – il 43% degli italiani in difficoltà nella comprensione di un testo, il 20% dei giovani che ignora chi sia Mazzini – sono segnali d’allarme che non possono essere ignorati. Sono ferite aperte nel corpo della società e ci interpellano tutti, pedagogisti, docenti, famiglie, istituzioni. Non è più tempo di analisi isolate: è tempo di ricostruzione educativa condivisa.
Accogliamo dunque con apertura il proposito del Ministro di intervenire su un sistema formativo che necessita di cura e visione. Riteniamo giusto ridare centralità alla comprensione del testo, alla lingua italiana, alla conoscenza storica e geografica, alla bellezza del pensiero espresso in versi o argomentazioni ben strutturate. Anche il latino, se proposto con metodologia moderna, può essere una bussola logica, non un anacronismo.
Ma non si può scrivere il futuro della scuola con l’inchiostro della nostalgia. Siamo chiamati a costruire e non a restaurare. Nel denunciare le “derive pedagogiche”, non possiamo ignorare che proprio la pedagogia ha fornito – e fornisce tuttora – strumenti fondamentali per comprendere e accompagnare i processi di apprendimento in una società complessa, fluida, interconnessa. Ogni vera riforma educativa deve partire dall’ascolto della scienza pedagogica, non dal suo svilimento.
La scuola non ha bisogno di restaurazioni, ma di un progetto forte, partecipato, fondato su una nuova alleanza educativa. Una scuola capace di rigore e di empatia, di regole e di sogni. Una Scuola che sappia essere faro nella nebbia, ponte tra generazioni, casa della parola e della relazione.
Accogliamo con favore, pertanto, l’annuncio di un pubblico dibattito sulle nuove Indicazioni Nazionali. Ma ci aspettiamo che questo sia un vero cantiere di democrazia educativa, dove ogni professione – pedagogisti in primis – sia accolta come risorsa e voce autorevole.
L’ANPE è pronta a dare il suo contributo: con la competenza, la visione e la passione che da sempre ci animano. Educare è un atto politico e poetico insieme, e ogni scelta che riguarda la scuola è una scelta che definisce il destino del Paese.
Oggi è il tempo della responsabilità. Ma se sapremo ascoltarci e costruire insieme, domani sarà il tempo dell’orgoglio. Di un Paese che non ha avuto paura della crisi educativa, ma ha avuto il coraggio di trasformarla in occasione di rinascita.
Maria Angela Grassi, presidente ANPE
Paola Daniela Virgilio, vice presidente ANPE