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Aggiornato il 01.01.2026
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Influenza K sotto Natale, cosa devono sapere i docenti e il personale scolastico sulle assenze per malattia

Con l’arrivo dell’ondata influenzale K che sta attraversando l’Italia proprio durante le vacanze natalizie, molti insegnanti e operatori scolastici si ritrovano ad affrontare febbre alta, stanchezza intensa, dolori articolari e altri sintomi che rendono difficile il ritorno al lavoro nelle prime settimane del nuovo anno. In questo scenario, capire come funziona la gestione della malattia per il personale scolastico è fondamentale per tutelare la propria salute senza incorrere in problemi contrattuali o organizzativi.

Che cos’è l’influenza K

L’influenza K è una forma stagionale del virus influenzale che si distingue per un alto tasso di contagiosità e sintomi che possono durare diversi giorni. Nonostante non sia un virus nuovo, la sua circolazione nelle festività – con scuole chiuse e contatti familiari intensi – ha favorito un rapido diffondersi tra adulti e bambini. Per il personale scolastico la priorità resta una: non sottovalutare i sintomi e restare a casa se si è malati.

Il comportamento dei giorni di malattia per chi è di ruolo

Per i docenti e gli ATA con contratto a tempo indeterminato, le assenze per malattia non sono illimitate, ma strutturate in modo da garantire tutela e continuità del servizio. Il cosiddetto “periodo di comporto” rappresenta il limite massimo di giorni di assenza per malattia entro un triennio scolastico.

Nel dettaglio:

  • Il personale di ruolo ha diritto a fino a 18 mesi di assenza per malattia in tre anni prima che si possa attivare una procedura di decurtazione del rapporto di lavoro.
  • I primi 9 mesi di malattia sono retribuiti integralmente; i successivi 3 mesi al 90% della retribuzione; gli ultimi 6 mesi al 50%.
  • Oltre questi 18 mesi, è previsto un ulteriore periodo di 18 mesi senza retribuzione, prima di eventuali azioni più severe.
    Il calcolo del periodo di comporto si effettua a ritroso a partire dall’ultimo episodio di malattia e risalendo fino ai tre anni precedenti.

I diritti dei supplenti e del personale con contratto a termine

Per chi lavora con contratto a tempo determinato, la normativa prevede regole diverse, pensate per tutelare il lavoratore senza creare disparità eccessive con il personale di ruolo:

  • I docenti e gli ATA con contratto fino al 30 giugno o 31 agosto hanno diritto ad un massimo di 9 mesi di malattia nel triennio.
    • Il primo mese è retribuito al 100%;
    • il secondo e terzo mese al 50%;
    • i successivi 6 mesi senza assegni.
  • Chi ha supplenze brevi o saltuarie ha diritto alla conservazione del posto per fino a 30 giorni all’anno, retribuiti al 50%, nei limiti della durata del contratto.

Cosa fare in caso di influenza K

Con l’influenza K, come per qualsiasi altra patologia stagionale, è essenziale seguire alcuni accorgimenti pratici:

  • Rimanere a casa ai primi sintomi di febbre alta o malessere, per evitare di contagiare colleghi e studenti.
  • Consultare il medico curante per una corretta diagnosi e per ottenere il certificato di malattia necessario alla giustificazione dell’assenza.
  • Condividere con la direzione scolastica la tempistica prevista di rientro, soprattutto se i sintomi causano indisponibilità per più giorni.

La salute prima di tutto

In un periodo in cui il ritorno a scuola segue giorni di festa e contatti intensi con familiari e amici, l’influenza K rappresenta una sfida per la comunità scolastica. È importante ricordare che tutelare la propria salute non è solo un diritto contrattuale, ma un dovere verso sé stessi e verso gli altri.

Una corretta gestione delle assenze per malattia, unita a una comunicazione trasparente con il dirigente scolastico e il medico, può aiutare a superare questo picco influenzale senza rischi per la carriera o per la salute collettiva.

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