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Aggiornato il 18.09.2025
alle 15:31

Intelligenza artificiale, l’80% degli studenti la usa con regolarità ma molti docenti non lo sanno: così si perde l’utilità in classe del prezioso strumento

In Italia almeno 200mila studenti delle superiori utilizza con regolarità strumenti di intelligenza artificiale generativa (GenAI), in pratica si tratta dell’80 per cento degli iscritti con età che va dai 13 ai 19 anni. Solo che oltre un terzo dei docenti crede che i propri studenti non utilizzino mai questi dispositivi avanzati. I dati derivano da uno studio nazionale sull’impatto della GenAI nella scuola italiana, realizzato da Tortuga in collaborazione con Yellow Tech.

La ricerca ha coinvolto oltre 3.800 tra docenti, studenti delle scuole superiori e personale Ata, impegnati in 274 istituti scolastici distribuiti in 18 regioni italiane.

Quello che emerge, dicono gli autori dello studio, è che tra gli allievi vi è una ormai generalizzata e consolidata diffusione dell’intelligenza artificiale, praticata all’interno delle scuole e soprattutto nelle mura domestiche; solo che la percezione di molti docenti resta distante, generando spesso anche diffidenza e sfiducia in classe rispetto a tali pratiche. Di fatto, l’utilità in classe del potentissimo strumento avanzato invece di migliorare tende addirittura ad arenarsi.

Dalla ricerca nazionale emerge che la GenAI è utilizzata settimanalmente dall’84% degli studenti. Eppure, il 36% dei docenti crede che i propri studenti non la usino mai, mentre in realtà solo il 16% degli studenti non ne fa uso regolare. È indicativo, però, che il 66% dei docenti fa abituale utilizzo settimanale di dispositivi di Intelligenza artificiale.

E in tal modo, il divario tra realtà e percezione non fa altro che mantenere in vita un gap che rischia di compromettere il dialogo educativo.

Anche perché, non parlandone nemmeno, l’utilizzo degli algoritmi da parte degli studenti rimane prevalentemente “di convenienza”: il 57% dei ragazzi si limita al controllo delle risposte corrette o alla ricerca di idee, senza sviluppare un vero approfondimento.

Molti insegnanti, dal canto loro, mostrano interesse per l’uso didattico dell’IA: infatti, ne fanno accesso quasi esclusivamente per meglio preparare i materiali a corredo dell’offerta formativo e come supporto per le verifiche dei compiti.

E i docenti, oltre a non riflettere sull’uso, spesso distorto, che fanno i loro alunni dell’IA, ne sottovalutano l’alto potenziale nelle attività amministrative e burocratiche.

“In questo modo – si legge in una nota realizzata sempre da Tortuga in collaborazione con Yellow Tech – rinunciano a quello che gli esperti definiscono il ‘dividendo dell’IA’: il notevole risparmio di tempo che la tecnologia potrebbe offrire su attività a basso valore aggiunto o con un alto tasso di difficoltà”.

In assoluto, il 66% dei docenti dichiara di percepire le potenzialità positive della GenAI e ne fa uso settimanalmente per arricchire il proprio lavoro, chi invece non ne fa uso tende a considerarla una minaccia al pensiero critico.

Il risultato di tutto questo, è che il 71% dei ragazzi avverte un calo di fiducia da parte dei propri insegnanti; al contempo due docenti su tre dichiarano che preferirebbero premiare un elaborato più debole ma realizzato in autonomia piuttosto che uno più valido ma supportato dall’IA.
Eppure, tre docenti e studenti su quattro (75%) concordano che la GenAI potrebbe aiutare gli studenti in difficoltà. Tra chi la utilizza regolarmente, la quota sale al 78%.

Tutti d’accordo anche sulla preoccupazione che un uso eccessivo possa compromettere lo sviluppo di abilità critiche e sull’interpretazione dei dati.

Come abbiamo avuto modo di scrivere, nei giorni scorsi è stato pubblicato il D.M. n. 166 del 9 agosto 2025 che si riferisce all’implementazione di un Servizio Digitale in materia di Intelligenza Artificiale (IA) nella piattaforma UNICA. Allegato al decreto sono presenti (e fanno parte integrante del D.M. stesso) le Linee guida per l’introduzione dell’Intelligenza Artificiale nelle Istituzioni scolastiche. Le Linee guida presentano i riferimenti internazionali e nazionali, tra cui spicca in particolare l’AI Act (Regolamento UE 2024/1689 del Parlamento Europeo e del Consiglio).

La guida ha lo scopo di presentare schematicamente il contenuto delle Linee Guida IA soffermandosi in particolare su quelle che sono le azioni richieste ad ogni istituzione scolastica; sintetizzare in una check-list operativa le azioni richieste; presentare il Servizio Digitale sull’IA che sarà inserito nella Piattaforma Unica.

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