Breaking News
Aggiornato il 29.09.2025
alle 09:11

Intelligenza artificiale, l’83% degli studenti la usa all’Università: 1 su 3 l’ha usata per un testo senza rileggerlo

La diffusione dell’Intelligenza Artificiale Generativa (IA) ha raggiunto livelli significativi all’interno delle università italiane, influenzando profondamente le pratiche di studio e la produzione di elaborati accademici. Un’indagine condotta da Team CETU (Centro Tesi Universitario) tra aprile 2024 e giugno 2025, basata su un sondaggio anonimo somministrato a 507 studenti e l’analisi di oltre 21.000 elaborati, ha rivelato che l’83% degli studenti universitari italiani utilizza regolarmente strumenti di IA generativa.

IA e studio, viene usata solo dai principianti?

Nonostante l’IA sia percepita dal 65% degli studenti come un aiuto concreto allo studio, l’uso diffuso e, in alcuni casi, improprio, solleva questioni urgenti relative all’integrità accademica. Preoccupa in particolare il dato secondo cui il 29% degli studenti ha ammesso di aver consegnato almeno un elaborato completato integralmente dall’IA senza effettuare alcun controllo, indicando un significativo rischio di uso improprio.

I risultati della ricerca Team CETU hanno ribaltato lo stereotipo secondo cui l’IA generativa sia uno strumento destinato prevalentemente ai “principianti” o a coloro che faticano nella scrittura. I dati dimostrano invece che l’adozione è ampia e cresce in modo proporzionale al livello accademico. Gli studenti più avanzati si rivelano essere gli utilizzatori più assidui. In cima alla classifica per l’integrazione dell’IA nel proprio lavoro si trovano infatti i dottorandi (87%), seguiti dagli studenti di laurea magistrale (84%). Anche gli studenti triennali mostrano un alto tasso di utilizzo (83%). Questa tendenza evidenzia come l’IA venga sempre più integrata anche in contesti di ricerca e alta formazione.

I rischi

Nonostante l’ampia adozione, gli studenti che utilizzano l’IA stanno iniziando a riscontrarne i limiti e le problematiche. Quasi la metà degli studenti intervistati (47%) ha segnalato problemi di accuratezza nei testi generati, mentre un ulteriore 43% li ha trovati eccessivamente generici. Il problema più significativo in termini di rigore e integrità accademica è l’errore di generazione di riferimenti inesistenti.

Un quarto degli studenti (25%) ha infatti individuato citazioni inventate nei testi prodotti con l’ausilio degli strumenti di IA. Questo aspetto è particolarmente critico per la produzione di relazioni, articoli o tesi, dove la bibliografia e le citazioni rappresentano requisiti fondamentali e non semplici dettagli. Come sottolineato da Pierpaolo Alfani, Operation Manager di Team CETU, tali pratiche “incidono direttamente sulla integrità accademica”, rendendo indispensabile la definizione di policy chiare, criteri di valutazione coerenti e competenze digitali condivise lungo tutta la filiera formativa.

La maggioranza degli studenti (54%) afferma di aver sempre rivisto ciò che l’IA ha prodotto prima di consegnarlo. Ma questo dato, preso da solo, può trarre in inganno. Perché l’altra metà si divide tra chi non rilegge occasionalmente e chi ha ormai normalizzato questa pratica.

Intelligenza artificiale a scuola: come la usano i docenti?

Sono stati presentati lo scorso 13 marzo, presso Fiera Didacta Italia, i dati dell’indagine sull’uso dell’intelligenza artificiale generativa a scuola, condotta da INDIRE in collaborazione con la casa editrice “La Tecnica della Scuola”, che ha coinvolto 1.803 docenti di ogni ordine e grado.

Alla presentazione hanno partecipato Alessandro Giuliani, direttore della Tecnica della Scuola, Aluisi Tosolini, filosofo dell’educazione e i ricercatori INDIRE Samuele Borri, Samuele Calzone e Matteo Borri.

I risultati dell’indagine mostrano che oltre la metà degli insegnanti intervistati utilizza regolarmente strumenti di IA nelle proprie attività didattiche. In particolare, il 52,4% dichiara di servirsi dell’intelligenza artificiale per supportare la didattica, mentre il 10% la utilizza come strumento compensativo per studenti con difficoltà.

L’intelligenza artificiale si rivela utile anche per compiti non strettamente legati all’insegnamento: il 56,7% degli intervistati la usa per elaborare relazioni e progettazioni didattiche, mentre il 21,5% la sfrutta per redigere verbali di riunioni.

LEGGI ANCHE: Intelligenza artificiale a scuola, i docenti vanno formati: cosa prevedono le nuove linee guida? – GUIDA SCARICABILE

Non sei ancora un utente TS+?

Registrati gratuitamente in pochi passi per ricevere notifiche personalizzate e newsletter dedicate

I nostri Corsi