Il 2 settembre il sindaco di New York, Zohran Mamdani, ha annunciato il divieto di utilizzo dell’intelligenza artificiale generativa nelle scuole pubbliche della città, descritto come la regolamentazione più rigida introdotta finora negli Stati Uniti. La misura riguarda circa 600mila studenti, dall’asilo alla terza media, nel sistema scolastico più grande del Paese.
Si tratta di una moratoria della durata di un anno, che blocca l’accesso a chatbot, tutor virtuali e programmi didattici basati sull’IA per gli studenti dall’infanzia alle scuole medie. Alle superiori, invece, la tecnologia potrà essere utilizzata solo in modo limitato e regolamentato, con due lezioni l’anno dedicate ad apprenderne l’uso, nell’ambito dell’alfabetizzazione digitale e della preparazione professionale. L’obiettivo dichiarato è insegnare agli studenti a usare l’intelligenza artificiale senza dipenderne eccessivamente e senza servirsene per copiare, in attesa che venga elaborata una politica più precisa sul tema.
Le restrizioni riguardano in parte anche gli insegnanti: l’uso dell’intelligenza artificiale resta consentito per compiti amministrativi o per la pianificazione delle lezioni, ma non sarà più possibile utilizzarla per correggere i compiti degli studenti. Una scelta che rischia di generare polemiche, dal momento che proprio i docenti vengono sempre più spesso formati all’uso dell’IA, anche in Italia, e si vedono ora privati di uno strumento ritenuto utile per alleggerire il lavoro di correzione.
Come riportato dal Corriere, anche le scuole pubbliche di Los Angeles hanno introdotto restrizioni, bloccando temporaneamente l’accesso alle piattaforme di intelligenza artificiale in classe per i bambini di tutte le età, in attesa di mettere a punto una politica definitiva. La preoccupazione per l’uso dell’IA si accompagna a quella per l’uso eccessivo di cellulari e social media in orario scolastico: New York ha già vietato i cellulari nelle classi lo scorso anno, mentre Los Angeles ha eliminato l’uso di schermi digitali per i più piccoli e bloccato l’accesso a YouTube e ad altri social durante le lezioni. Anche New York introdurrà limiti di tempo raccomandati, fino a mezz’ora sugli schermi digitali dalla terza alla quinta elementare e 45 minuti per gli studenti delle medie.