L’uso sconsiderato dell’intelligenza artificiale produce decisamente più danni che benefici. Soprattutto se l’utente è un soggetto giovane e in formazione. Qualche governo – su pressioni soprattutto di genitori e insegnanti preoccupati per lo sviluppo cognitivo, la privacy dei dati e la tutela del pensiero critico dei giovani – se ne è accorto. E ha deciso di prendere delle decisioni, anche impopolari. Come è accaduto a New York, dove l’utilizzo dell’intelligenza artificiale generativa è stato vietato ai 600 mila alunni frequentanti le scuole pubbliche.
L’Ansa ha specificato che la misura, una moratoria di un anno, interessa studenti dall’asilo alle scuole medie e blocca l’accesso a chatbot, tutor virtuali e programmi didattici basati su sull’IA.
Alle scuole superiori la nuova tecnologia potrà invece essere utilizzata solo in modo limitato e regolamentato, come ad esempio per l’alfabetizzazione digitale e la preparazione professionale.
Inoltre, sempre per i bambini che frequentano le scuole, sono previsti divieti totali di dispositivi individuali come tablet e laptop in classe per i più piccoli, dalla scuola dell’Infanzia fino al secondo anno, e limiti di tempo giornalieri per le classi successive.
Qualche divieto riguarda anche i docenti: potranno continuare a usare l’intelligenza artificiale, che risulta approvata per compiti amministrativi o di pianificazione delle lezioni, ma non più per correggere i compiti degli studenti.
Una decisione, quest’ultima, destinata a creare più di una polemica: perché gli insegnanti – che si suppone siano adeguatamente preparati sul governare le nuove tecnologie e la stessa intelligenza artificiale, tanto da convincere diversi Paesi, tra cui l’Italia, a formare nell’ambito dell’IA un numero crescente di insegnanti – devono essere privati di preziose e risorse automatizzate utili non poco a snellire il loro lavoro di correzione dei compiti?
Soprattutto perchè, sempre se bene impostati i prompt, i risultati prodotti dall’intelligenza aritificiale risultano mediamente più che affidabili.