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Prima Ora | Notizie del 23 giugno

23.06.2026

Investire sull’educazione: il docente “azionista” nell’impresa educativa

“La mia ricerca documenta che gli investimenti effettuati nei primi anni di vita possono generare elevati rendimenti perché le esperienze precoci gettano le basi per l’apprendimento, la salute e il comportamento futuri».

Questa espressione del premio Nobel per l’Economia 2000 James Heckman, durante la Lectio magistralis all’Università Cattolica del Sacro Cuore a Brescia, dovrebbe diventare carburante vivo per rendere veloce la macchina organizzativa del progresso sociale e culturale delle comunità cittadine.

Un appello agli amministratori e a tutti gli operatori della formazione e dell’educazione dei giovani.

I bambini che sviluppano solide capacità cognitive, sociali ed emotive nella prima infanzia sono più capaci di apprendere a scuola, instaurare relazioni produttive e adattarsi alle circostanze mutevoli durante l’età adulta. Gli investimenti precoci rendono più efficaci gli investimenti successivi perché creano la capacità di beneficiare delle opportunità future; infatti, “le competenze si costruiscono sulle competenze”.

Da esperto economista, Heckman sostiene che “la riparazione è più costosa della prevenzione”. Ecco perché un saggio amministratore mette a dimora dei semi, si prende cura della crescita armonica ed efficace dei più piccoli, che crescendo, ben guidati.  miglioreranno lo sviluppo integrale del progetto di vita.

Nella celebre Heckman Equation, investire nei bambini produce a lungo termine benefici economici e sociali, con effetti positivi sulla produttività e sulla riduzione dei costi sociali.

La rettrice dell’Università Cattolica del Sacro Cuore Elena Beccalli ha evidenziato che “i programmi di sviluppo della prima infanzia di alta qualità possono generare un rendimento annuale del 13% per ogni bambino sul costo iniziale, grazie a migliori risultati scolastici, qualità della vita, occupazione, reddito e inclusione sociale nei decenni successivi.

Ecco perché si sollecita di rendere attive e dinamiche le scuole dell’infanzia e la Scuola Primaria, nelle quali di pongono le basi della costruzione del progetto uomo che pensa con la testa, sente col cuore e agisce con le membra. Pensare, sentire e agire costituiscono le basi essenziali dell’apprendimento che nel tempo si modifica con gli opportuni insegnamenti, fino a conseguire un traguardo di pienezza dell’umano, così da rendere il soggetto-persona una “personalità”.

Appare indiscutibile la valenza dell’investimento in educazione e il riconoscimento della particolare importanza dei primi anni di vita. I genitori sono i primi responsabili di una scelta orientata al domani, scegliendo per i figli ambienti stimolanti che favoriscano uno sviluppo sano fin dall’inizio e l’efficacia di tale investimento costituisce una garanzia per le successive fasi della vita.

  “L’educazione è il miglior investimento che i genitori compiono, investendo i soldi per lo sviluppo dell’intelligenza dei figli, della loro capacità di essere creativi, competenti, adatti al mondo nuovo che si sta aprendo”. Così si esprimeva Piero Angela in uno dei suoi servizi televisivi di cultura e di scienza.

I nuovi linguaggi e i sentieri delle nuove tecnologie che scandiscono la transizione digitale sollecitano l’assunzione di maggiori responsabilità

Il successo, infatti, dipende non solo dal rendimento scolastico o dalle schede di valutazione, bensì dall’efficace apprendimento che produce reali modificazioni nel modo di pensare, di sentire e di agire.  La perseveranza, la motivazione e la capacità di lavorare in gruppo sono qualità che si sviluppano attraverso le prime interazioni con la famiglia, gli educatori e gli ambienti scolastici e queste competenze svolgono un ruolo cruciale per il futuro.

Alla domanda dei genitori: “Mio figlio come va?” la risposta pedagogica del docente-educatore non si ferma all’esito degli esercizi e dei compiti, bensì rispondendo: “Suo figlio sta crescendo “, si fa carico del processo evolutivo della crescita integrale del bambino, andando ben oltre il semplice rendimento scolastico.

Il docente-educatore appare così come un vero “azionista” nell’impresa educativa della scuola, investe i suoi capitali di cultura e di formazione pedagogica e consegue positivi benefici e “guadagni” nel collocare nella società persone e cittadini attivi e responsabili. È questo il compito della scuola: “luogo in cui le nuove generazioni possono imparare a cercare e amare la verità, a interrogarsi sul senso della vita e sulla dignità di ogni persona”

La crescita integrale comporta una complessità di aspetti che necessitano di attenta osservazione e diligente cura di indirizzo, con gli opportuni interventi di sostegno e di amorevole guida.

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