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15.07.2025

Istat: per i minori del Sud e delle Isole rischio povertà o esclusione sociale

Una indagine Istat rivela che nel 2024 circa 2 milioni di persone sotto i 16 anni, ovvero il 26,7% dei minori, è a rischio di povertà o di esclusione sociale, quota che sale marcatamente per i minori che risiedono nel Sud e nelle Isole, dove la percentuale raggiunge il 43,6%. 

I minori stranieri sono a rischio di povertà o esclusione sociale nel 43,6% dei casi, valore superiore di oltre 20 punti percentuali a quella dei coetanei con cittadinanza italiana (23,5%). 

Nel Mezzogiorno a livelli di rischio più elevati corrispondono anche differenze più ampie tra stranieri e italiani: il rischio di povertà o esclusione sociale tra i primi raggiunge il 78,2% e tra i secondi il 40,9%. 

Ciononostante, quasi la metà (il 49,2%) dei minori a rischio di povertà o esclusione sociale è di nazionalità italiana e vive nel Mezzogiorno.

L’11,7% dei bambini e ragazzi con meno di 16 anni risulta in condizione di deprivazione materiale e sociale specifica, presentando almeno tre segnali di deprivazione tra i 17 previsti per i minori. Un valore comunque inferiore a quello medio europeo, pari al 13,6%.

E ancora, il 4,9% dei minori presenta segnali di insicurezza alimentare, con significative differenze tra le ripartizioni geografiche: 3,1% nel Nord, 2,1% nel Centro e 8,9% nel Mezzogiorno.

Come è ormai noto, i dati Istat dicono pure che il livello di istruzione dei genitori si associa strettamente alla condizione socio-economica della famiglia, per cui  è a rischio di povertà o esclusione sociale oltre la metà, pari al 51,8%, dei minori con genitori che hanno al massimo la licenza di scuola secondaria inferiore, quota di oltre cinque volte superiore a quella di coloro che hanno almeno un genitore laureato, pari al 10,3%. 

Le difficoltà economiche delle famiglie con componenti di età inferiore ai 16 anni sono spesso legate al pagamento di un mutuo per l’abitazione di proprietà o al pagamento di un affitto, e dunque nel 2024 la quota di minori a rischio di povertà o esclusione sociale diminuisce di 3 punti percentuali soprattutto nel Nord e, tra loro, raddoppia la quota degli stranieri. 

Spiega ancora l’istituto di statistica che la situazione finanziaria della famiglia in cui vive il minore è tra i fattori determinanti del rischio di povertà a cui potrà essere esposto in età adulta.

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