Home Generale Istruzione e formazione in carcere e nei servizi minorili

Istruzione e formazione in carcere e nei servizi minorili

CONDIVIDI
  • Credion

E’ stato firmato nella giornata del 23 maggio a Palermo, in occasione del 24mo anniversario della strage di Capaci, dai Ministri della Giustizia, Andrea Orlando, e dell’Istruzione, Stefania Giannin, un Protocollo d’intesa per la realizzazione di un Programma speciale per l’istruzione e la formazione negli istituti penitenziari e nei servizi minorili della giustizia, da realizzarsi con il coinvolgimento di enti pubblici, fondazioni e associazioni di volontariato, categorie di imprese e confederazioni.

Per cui, ai soggetti adulti ristretti nelle strutture penitenziarie e ai minori sottoposti a provvedimenti penali non detentivi da parte dell’autorità giudiziaria minorile dovranno essere garantite integrazione e pari opportunità di trattamento nei percorsi scolastici.
I percorsi formativi sanciti nel protocollo dovranno essere finalizzati a favorire l’acquisizione e il recupero di abilità e competenze individuali e a sviluppare una politica dell’istruzione integrata con la formazione professionale, in collaborazione con le Regioni e il mondo delle imprese, anche attraverso percorsi di apprendistato e tirocinio.

Icotea

Fra le azioni che nasceranno dalla collaborazione dei due dicasteri, la definizione di un Patto Formativo individuale nell’ambito delle attività di accoglienza e orientamento; l’integrazione dell’istruzione con la formazione professionale, da realizzarsi in collaborazione con le Regioni; la creazione di un libretto formativo con le competenze acquisite, per facilitare l’entrata nel mercato del lavoro. E poi formazione in apprendistato, flessibilità e personalizzazione dei percorsi formativi, previsione di laboratori didattici e tecnici, potenziamento delle biblioteche e formazione anche per il personale dell’Amministrazione penitenziaria, della Giustizia minorile, dell’Amministrazione scolastica, nonché per i volontari e gli operatori che operano negli istituti.

Un Comitato paritetico, si legge sul comunicato Miur, composto da rappresentanti del Ministero della Giustizia e del Miur, curerà la stesura del Programma, l’approvazione di un piano annuale delle attività e le conseguenti azioni di monitoraggio.