Una cerimonia semplice, con gli applausi di genitori e amici a riempire un auditorium, ha trasformato Bergamo in un laboratorio di cittadinanza attiva. La città ha conferito la cittadinanza onoraria ai minori stranieri residenti che abbiano frequentato almeno cinque anni di scuola in Italia, anticipando di fatto i principi dello ius scholae in attesa di una riforma nazionale che appare ancora lontana.
Come riporta il Corriere, la scelta era stata approvata dal Comune nel novembre 2025: riconoscere simbolicamente i ragazzi cresciuti tra i banchi italiani, senza produrre effetti giuridici ma affermando un principio di inclusione. Sul palco, uno dopo l’altro, ragazzi e ragazze con origini che attraversano paesi e continenti diversi, italiani nella quotidianità, nelle amicizie e nei sogni. “Riconosce ciò che di fatto già siete”, ha detto loro la presidente del Consiglio comunale. “Siete il presente di questa città”. La sindaca li ha invitati a farsi protagonisti e a contribuire a costruire una città ancora migliore. A Bergamo circa il 17% degli studenti non possiede ancora la cittadinanza italiana. Tra le voci della giornata, quella di una madre visibilmente emozionata: “Per me è un orgoglio, perché mia figlia è nata qua“. Accanto a lei, una ragazza che ha raccontato senza rabbia di aver subito qualche pregiudizio. Il momento più intenso è arrivato alla fine, con le note dell’Inno di Mameli: i ragazzi in piedi, molti con la mano al petto. Chi non lo conosce ancora bene ha ricevuto una promessa dalle madri: “Lo imparerà anche mia figlia”.