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09.07.2025

Ius Scholae, Pier Silvio Berlusconi: “Sono più contro che a favore, non mi sembra nelle prime cinque priorità degli italiani”

Pier Silvio Berlusconi, amministratore delegato di Mediaset, figlio del compianto leader di Forza Italia Silvio Berlusconi, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai giornalisti, riportate da La Repubblica. Tra queste anche alcune battute sullo Ius Scholae.

“Il nostro Governo tra i migliori d’Europa”

Ecco le sue parole: “È falso che Tajani abbia seguito le indicazioni di Marina, poi se devo dire se io sia più a favore o contro, sono più contro. Non mi sembra nelle prime cinque priorità degli italiani ci sia lo Ius scholae. So che dicendo questo do un colpetto a Tajani, ma è quello che penso”. Anche se ci tiene a dire che, da liberale, è sempre per i diritti “che sono importanti e riguardano tutti, nessuno escluso”.

E, sul Governo: “Al di là di destra e sinistra, penso che oggi il nostro Governo sia uno dei migliori d’Europa, per non dire oltre. Ripeto, non è questione di destra o di sinistra, ma di concretezza e consapevolezza. La nostra presidente del Consiglio si muove come è più opportuno per l’Italia. C’è la propaganda, la necessità di tenere calmi gli elettori, poi ci sono gli interessi concreti del Paese. Penso che Meloni stia facendo il massimo”.

Ius Scholae, si va avanti?

Il Partito Democratico, nel frattempo, è pronto a valutare la proposta di Forza Italia sullo Ius Scholae in Parlamento. La mossa arriva dopo che gli azzurri hanno chiesto ai dem di sostenere la proposta per riformare la cittadinanza, nonostante la contrarietà di Lega e Fratelli d’Italia.

“Per noi la cosa importante, ben al di là dei giochi di palazzo sulla pelle delle persone, è far fare passi avanti per cambiare la legge sulla cittadinanza che riteniamo ingiusta verso chi è nato o cresciuto in Italia e non si vede ancora riconosciuto come cittadino – dice a nome del partito Piefrancesco Majorino, responsabile del Pd per l’immigrazione e uomo di fiducia di Elly Schlein – Siamo pronti al confronto nel merito dei testi, a partire dalla nostra proposta di legge organica sullo ius soli, e siamo aperti al confronto con tutti quindi anche con Forza Italia, pur ritenendo quella proposta dello ius scholae molto parziale e lontana dalla nostra”.

“Tecnicamente – dice invece Rossano Sasso – chi fa una proposta del genere non conosce la realtà delle nostre scuole. Ci sono bambini che arrivano alla secondaria e conoscono 19-20 parole di italiano. Siamo contrari a regalare la cittadinanza a un ragazzino che non sa neanche l’italiano. È una proposta irricevibile dal punto di vista politico e tecnico”. E la vicesegretaria del Carroccio Silvia Sardone aggiunge: “Non siamo disponibili a trattative sulle ius scholae”.

Nel frattempo Tajani, all’Ansa, ha detto la sua: “Abbiamo sempre avuto una posizione molto chiara. Abbiamo depositato la proposta di legge sullo Ius Italiae, che comprende sia Ius Scholae e Ius Sanguinis. Per lo Ius Scholae abbiamo una proposta che dice che si può richiedere la cittadinanza italiana dopo dieci anni di scuola conclusi con profitto, non basta essere iscritti a scuola. Vogliamo andare avanti in questa direzione”.

“Crediamo che a questo milione di ragazzi debba essere data la possibilità, se lo vogliono, dopo aver studiato la storia, la geografia, la lingua. Se studi e ti integri puoi diventare cittadino. Non è una cosa automatica, è una proposta seria, diventare cittadini italiani è una cosa seria. Non è che siamo pronti a votarlo, abbiamo la nostra proposta che è diversa da quella del referendum che diceva cinque anni, a quello siamo contrari, è un modo troppo lassista di concedere la cittadinanza.

Ius Scholae, Tajani ne parla da tempo

“Sullo Ius Scholae – ha puntualizzato Tajani lo scorso settembre – ho detto di attualizzare la legge sulla cittadinanza. Di concederla a chi per 10 anni frequenta la scuola con profitto. Questa è una proposta più severa della legge attuale con cui si diventa cittadini a 18 anni se si è sempre stati in Italia. La scuola invece ti forma come cittadino italiano”.

“Questo non ha nulla a che vedere con la lotta all’immigrazione illegale: ho difeso Matteo Salvini per quello che ha fatto per difendere i confini, però sullo Ius Scholae il centrodestra non può essere oscurantista e non capire come cambia una società”, ha detto Tajani, riferendosi ad esempio a chi viene a lavorare in Italia o ai profughi e ai loro figli.

E ancora: “Sono contrario allo Ius Scholae dopo 5 anni, è troppo poco, e sono contrario allo Ius Soli“, con il quale la cittadinanza si acquisirebbe per il fatto di essere nati sul territorio dello Stato italiano.

Invece, “la sinistra si illudeva che votassimo i loro emendamenti per far cadere il governo. La cittadinanza è una cosa seria, non è un giochetto parlamentare”, ha concluso Tajani.

Insomma, praticamente ogni estate, da due anni, il tema dello Ius Scholae ritorna puntualmente, ma ancora il Governo sembra non trovare una quadra.

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