“Anche se un po’ timido, Jannik era ben inserito in classe: educato, rispettoso della scuola e degli insegnanti, proprio come lo conosciamo oggi”. Così viene ricordato il campione di tennis Jannik Sinner dagli insegnanti dell’Istituto di Bolzano, dove frequentò l’indirizzo tecnico-economico in amministrazione, finanza e marketing.
Già allora il tennis occupava gran parte delle sue giornate. Alcuni suoi ex docenti lo ricordano con parole d’affetto e di stima in un’intervista al Corriere: “Aveva scelto il progetto atleta, che permette agli studenti di alto livello sportivo di conciliare impegni scolastici e allenamenti. Era presente a scuola solo alcuni giorni al mese, ma riceveva il materiale da studiare e lo restituiva sempre puntualmente. Non ha mai avuto insufficienze. Era già considerato una promessa e noi lo seguivamo con entusiasmo, pubblicando le sue prime vittorie”.
Un impegno che non lo ha mai allontanato dalla vita scolastica: “Era serio, puntuale, non ha mai cercato scuse per evitare un’interrogazione. Nonostante fosse già in classifica mondiale, non si dava arie ed era benvoluto da tutti“.
Il legame con la scuola non si è interrotto del tutto “Ogni tanto riceviamo ancora biglietti scritti a mano, un gesto che ci fa molto piacere”.
La scelta dell’istituto non fu casuale: “Era ed è un ragazzo amabile, sempre impeccabile. Anche dopo il trasferimento a Montecarlo tornò per sostenere gli esami finali. Ha fatto tanti sacrifici, ma si è sempre comportato con grande correttezza”.
Per i suoi insegnanti resta un ex alunno speciale: “Ha già vinto tanto, ma merita ancora di più: lo dico da tifosa, ma anche da chi lo ha conosciuto come persona. È un campione dentro e fuori dal campo“.